Costruzione del monumento 1922 (≈ 1922)
Creato da Paul Landowski
19 août 1923
Inaugurazione ufficiale
Inaugurazione ufficiale 19 août 1923 (≈ 1923)
Cerimonia di apertura a Barcelonnette
22 février 2010
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 22 février 2010 (≈ 2010)
Protezione completa del patrimonio
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il monumento ai morti nella sua interezza, tra cui la piazza che lo ospita (Box AC 27, 28): iscrizione per ordine del 22 febbraio 2010
Dati chiave
Paul Landowski - Sculptore
Autore del monumento nel 1922
Origine e storia
Il monumento ai morti della Valle, situato a Barcelonnette nelle Alpi-de-Haute-Provence, è dedicato agli abitanti della valle Ubaye che morì per la Francia durante la prima guerra mondiale. Prende la forma di una parete poggiante su un podio accessibile a gradini, decorata con due statue realistiche che rappresentano un fanteria e un cacciatore alpino, le unità principali dove i Valéïans servivano. L'ensemble si integra in una piazza triangolare, con sullo sfondo le montagne circostanti, creando un ambiente solenne e naturale.
Creato nel 1922 dallo scultore Paul Landowski, il monumento fu inaugurato il 19 agosto 1923. Il suo scopo era quello di riunire i nomi di tutti i bambini della valle e del distretto che morì durante il conflitto. L'edificio, di stile sobrio ma suggestivo, richiama il sacrificio dei soldati locali, facendo parte del paesaggio urbano di Barcelonnette. È stato elencato per monumenti storici nel 2010, riconoscendo il suo patrimonio e il valore commemorativo.
Il monumento si trova sulla piazza del 157o Reggimento di Fanteria Alpina, un luogo simbolico per la comunità. Il suo quadrato e il podio, progettato come una parete scenica, rafforzano il suo carattere teatrale e commemorativo. Le statue, per il loro realismo, umanizzano la memoria degli scomparsi, mentre i nomi incisi sulla parete perpetuano la loro memoria collettiva. Questo monumento incarna sia il tributo ai morti che la resilienza delle valli alpine alla storia.
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