Proprietà dell'Abbazia di Saint-Père 1459-1791 (≈ 1625)
Periodo di appartenenza all'Abbazia prima della Rivoluzione.
XVIe siècle
Costruzione iniziale
Costruzione iniziale XVIe siècle (≈ 1650)
Presunto periodo di prima costruzione.
XIXe siècle
Grandi trasformazioni
Grandi trasformazioni XIXe siècle (≈ 1865)
Cambiamenti architettonici o tecnici.
30 novembre 1987
Monumento storico
Monumento storico 30 novembre 1987 (≈ 1987)
Protezione ufficiale del mulino e del meccanismo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Moulin Saint-Père con tutto il meccanismo (cad. 1966 AN 55): classificazione per decreto del 30 novembre 1987
Dati chiave
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Il testo sorgente non menziona alcun attore storico di nome.
Origine e storia
Il mulino Saint-Père de Chartres, situato ai margini dell'Eure, è un laminatoio le cui prime tracce risalgono al XVI secolo, con importanti trasformazioni nel XIX secolo. La sua architettura, in parte montata su palafitte, evoca quella di una diga, ed è direttamente sostenuta dal Pont Saint-Père. Anche se il suo meccanismo non funziona più oggi, i suoi elementi interni (meals, alberi di trasmissione, cinghie) rimangono intatti e potrebbero essere ripristinati per il riutilizzo teorico.
Tra il 1459 e il 1791, il mulino appartenne all'abbazia di Saint-Père, evidenziando il suo ancoraggio storico nel patrimonio religioso ed economico locale. Il periodo rivoluzionario segna la fine di questa proprietà ecclesiastica, anche se le fonti non specificano le modalità per il suo successivo trasferimento. L'edificio, con tutto il suo meccanismo, è stato classificato come monumento storico con decreto del 30 novembre 1987, riconoscendo così il suo eccezionale valore di patrimonio.
La posizione del mulino, all'indirizzo 2 impasse des Herses o 1 impasse des Herses secondo le fonti, colloca il sito nel cuore di Chartres (Eure-et-Loir), in un ambiente urbano segnato dalla presenza di acqua. I trampoli e la struttura sporgente dimostrano un adattamento tecnico alle sollecitazioni idrauliche, tipiche dei mulini medievali e moderni. Oggi, il sito non sembra essere sistematicamente aperto a visitare, ma la sua conservazione offre una rara testimonianza di tecniche di fresatura preindustriale.
Le dipendenze dei mulini, menzionate nelle descrizioni, suggeriscono una più ampia attività economica, eventualmente legata alla produzione di farina o ad altri usi artigianali. La mancanza di funzionamento attuale del meccanismo contrasta con il potenziale di restauro menzionato, sottolineando il problema della conservazione attiva per questo tipo di patrimonio. Infine, la licenza Creative Commons associata alle foto del sito indica il desiderio di condividere e digitalizzare questo monumento iconico.
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