Ripristino dell'hangar militare 1966 (≈ 1966)
L'esercito americano ritorna in Francia.
28 janvier 1969
Creazione di ALAACL
Creazione di ALAACL 28 janvier 1969 (≈ 1969)
Fondazione da tre appassionati collezionisti.
mars 1970
Apertura del museo
Apertura del museo mars 1970 (≈ 1970)
50 veicoli esposti dall'inaugurazione.
juin 1977
Inaugurazione del secondo edificio
Inaugurazione del secondo edificio juin 1977 (≈ 1977)
Espansione degli spazi espositivi.
1991
Creazione del Club Spaziale
Creazione del Club Spaziale 1991 (≈ 1991)
Libreria e media aggiunto grazie alle donazioni.
1994
Restauro di tetti
Restauro di tetti 1994 (≈ 1994)
Funziona per abbellire edifici.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Pierre Dinier - Co-fondatore di ALAACL
Collezionista e iniziatore del museo.
Yvon Quilès - Co-fondatore di ALAACL
Appassionato di vecchi veicoli.
Dr Jean-Bernard Sarthe - Co-fondatore di ALAACL
Membro fondatore del progetto museale.
Origine e storia
Il museo automobilistico Lorraine nasce dalla passione di tre collezionisti: Pierre Dinier, Yvon Quiles e Dr Jean-Bernard Sarthe. Nel 1969 fondarono l'Associazione Lorraine des Amateurs d'Automobiles de Collection (ALAACL), e nel 1970 aprì il primo museo associativo in Francia in un ex hangar militare americano, restaurato nel 1966. Questo posto, situato nella foresta dell'Aia a Velaine-en-Haye, permette di esporre 50 veicoli dalla sua inaugurazione.
Nel 1977 è stato inaugurato un secondo edificio per ampliare lo spazio espositivo, mentre il primo è stato dedicato a eventi come scambi o aste. Nel 1991, le successive donazioni hanno permesso di creare un Espace Club con biblioteca, biblioteca media e area picnic. Nel 1994 sono stati intrapresi lavori per restaurare i tetti e l'abbellimento, consolidando il museo gestito dagli appassionati.
La collezione, in costante evoluzione, presenta circa 70 veicoli del 1895 al 1990, tra cento appartenenti a collezionisti privati. Le marche visualizzate variano in base alle rotazioni, che coprono tedesco (BMW, Mercedes), americano (Ford, Chevrolet), britannico (Jaguar, Rolls-Royce), italiano (Ferrari, Alfa Romeo) e francese (Peugeot, Citroën, Renault). Il museo illustra così tutte le fasi della storia automobilistica, nonostante i vincoli spaziali che limitano la mostra permanente.