Periodo fiscale per il sale 1806-1945 (≈ 1876)
Agenti doganali uniformi esposti al museo.
1887
Fondazione Museo
Fondazione Museo 1887 (≈ 1887)
Creato da Adèle Pichon durante il boom del mare.
1984
Riapertura intermunicipale
Riapertura intermunicipale 1984 (≈ 1984)
Acquisito dal Sivom, gestito da GEVRED.
2006
Cambiamento della gestione
Cambiamento della gestione 2006 (≈ 2006)
Recuperato dalla PAC Atlantic dal vivo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Adèle Pichon - Fondatore del museo
Creato il museo nel 1887.
Origine e storia
Il Musée des Marais salants fu fondato nel 1887 da Adèle Pichon, approfittando dell'ascesa del turismo balneare. È uno dei primi musei di arte e tradizione popolare in Bretagna, concentrandosi sulla conservazione del know-how locale, in particolare quelli legati allo sfruttamento del sale. Le sue collezioni, composte alla fine del XIX secolo, includono oggetti etnografici, modelli tecnici, archivi e fotografie, illustrando 2000 anni di storia delle saline di Guérande.
Il museo è stato acquisito e riaperto nel 1984 dall'Unione Intercomunale (Sivom) della Regione Baviera ed è stato gestito dall'associazione GEVRED. Nel 2006, la sua gestione è stata ripresa direttamente dalla PAC Atlantic. Il museo affronta una varietà di argomenti: storia del sale, vita di paluders, artigianato locale (conchiglie, tessuti), e patrimonio marittimo, con strumenti educativi come modelli tattili e audiovisivi.
Il museo conserva anche collezioni specializzate come 10.000 fotografie di paludi di sale, uniformi doganali legate alla tassa di sale (1806-1945), e strumenti musicali tradizionali come la vedova. La sua mostra permanente, con 1.500 oggetti, documenti e film, mette in evidenza l'avventura umana e tecnica intorno al sale, dall'antichità ad oggi. I giochi educativi permettono di capire il lavoro di paluders e il funzionamento della salina.
Etichettato "Musée de France", si trova a 29bis rue Pasteur a Batz-sur-Mer, Loire-Atlantique. Il suo ruolo va oltre la semplice conservazione: valorizza un patrimonio vivente, combinando la storia locale, le scienze naturali (ornitologia, malatologia) e le tradizioni popolari, affrontando al contempo un pubblico diverso, tra cui gli ipovedenti, attraverso i dispositivi appropriati.
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