Fondazione di laboratorio scolastico 1830 (≈ 1830)
La signora Chancerel sta organizzando un workshop vicino a Remoncourt.
1850
Età d'oro del ricamo
Età d'oro del ricamo 1850 (≈ 1850)
Fontenoy diventa un esportatore superiore.
1855
Medaglia d'onore all'Esposizione Universale
Medaglia d'onore all'Esposizione Universale 1855 (≈ 1855)
Ricompense per il Dipartimento Vosges.
1867
Premio collettivo per Fontenoy
Premio collettivo per Fontenoy 1867 (≈ 1867)
Solo Comune assegnato per i suoi ricami.
1976
Chiusura dell'ultimo workshop
Chiusura dell'ultimo workshop 1976 (≈ 1976)
Fine delle attività di ricamo a Fontenoy.
1978
Apertura del museo
Apertura del museo 1978 (≈ 1978)
Creazione per preservare questo patrimonio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Madame Chancerel - Fondatore della scuola-officina
Il primo workshop è stato istituito nel 1830.
Julie-Victoire Daubié - Imprenditore e autore
Diretto un ufficio chiamato nel 1854.
Henriette Mauchand - Ricamo Medalist
Primed nel 1855 per un dipinto.
Charles Marchand - Virtuoso Brodeur
Creato uno schermo rubato nel 1893.
Abel Daubié - Creatore di modello
Le sue collezioni furono lanciate nel 1860.
André Grandmaire - Ultimo imprenditore
Chiuso il suo laboratorio nel 1976.
Origine e storia
Il Musée de la Embroiderie de Fontenoy-le-Château è dedicato all'arte del ricamo bianco, una specialità locale apparsa intorno al 1830. Questa tecnica, sinonimo di lusso, è stata esportata in campi reali in tutto il mondo. Lo sviluppo di questa industria artigianale era legato all'iniziativa della signora Chancerel, che venne da Parigi nel 1830 per fondare una scuola-officina. Le donne di Fontenoy, inizialmente impegnate nel lavoro agricolo o domestico, si sono trasformate massicciamente in ricami, lavorando su artigianato piatto o rotondo realizzato localmente. La precisione richiesta da questa arte offriva alti salari, ma a costo di condizioni fisiche difficili, soprattutto per i bambini impiegati troppo giovani.
L'età d'oro del ricamo fontenoise (1850-1930) è stata caratterizzata da tre fattori chiave: l'industrializzazione della filatura di Vosges, la mostra del suo know-how presso le Mostre Universali (meda annosa nel 1855, premio collettivo nel 1867), e una clientela facile attratta da spa locali come Plumbières. Gli imprenditori, chiamati professori o appaltatori, hanno condotto workshop e prodotto produzioni a Parigi e all'estero. Tra loro c'erano Julie-Victoire Daubié, il cui studio fu citato nel 1854, o Henriette Mauchand, una medaglieria per il suo dipinto con piume. I ricami, spesso formati dall'infanzia, hanno imparato punti complessi come punto di scala o raso, e hanno lavorato su mestieri progettati da carpentieri locali.
Il declino iniziò dopo il 1936, accelerato dalla seconda guerra mondiale. L'ultimo ricamo, André Grandmaire, chiuso nel 1976. Due anni dopo, nel 1978, il museo aprì le sue porte per preservare questo patrimonio, esponendo pezzi notevoli (robi per l'imperatrice Eugénie, schermi ricamati), antichi mestieri, e strumenti come forbici a lama sottile o pugni fatti da posate difettose. Una sezione evoca anche la metallurgia locale, un'attività storica complementare nella valle di Coney, dove i forgi una volta forgiavano lavoro per gli uomini mentre le donne ricamate.
Il ricamo bianco di Fontenoy si distingue per la sua tecnica esigente, sempre eseguita sul lavoro (mai sul dito), e per i suoi punti emblematici come la piuma (imbottita per un effetto curvo) o il cordone (la creazione di barre). Gli ordini passarono attraverso un circuito complesso: dal negozio di lavanderia al grossista, poi al disegnatore che portava i motivi di tessuto con l'aiuto di una cucitrice, prima di essere affidato ai ricami specializzati (festoni, giorni, raso). I periodi cavi, come gennaio, hanno permesso ai lavoratori di ricamare il proprio trousseau. Questo ecosistema artigianale, dove produttori di tessuti, disegnatori e precursori hanno collaborato, è scomparso con la meccanizzazione e la concorrenza dei grandi magazzini parigini.
Il museo conserva anche l'evidenza delle condizioni di vita dei ricami, come quello del Dr.Bailly nel 1852, descrivendo un villaggio dove la miseria contrastava con la bellezza del ricamo esportato ai saloni d'oro. Le ferie, tra le più alte della regione, hanno permesso ad alcuni ricami meritori di essere esentati dalle faccende domestiche per preservare le loro mani. Tuttavia, i critici come Jules Simon (1861) denunciarono lo sfruttamento da parte degli intermediari, mentre i voli spettacolari, come quello dello schermo ricamato per l'ammiraglio Avellan nel 1893, richiamarono il valore di mercato di queste opere. Oggi, il museo perpetua la memoria di questa età d'oro, dove Fontenoy era un tempo il tempio del ricamo di lusso.
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Collezione
Sur deux étages, vous pouvez admirer des pièces uniques et de choix réalisées par les brodeuses de Fontenoy.