Inventario rivoluzionario 1792 (≈ 1792)
Primo elenco di 300 tabelle inserite.
1er septembre 1801
Decreto Consolare
Decreto Consolare 1er septembre 1801 (≈ 1801)
Istituzione ufficiale del museo (Decree Chaptal).
23 novembre 1803
Aperto al pubblico
Aperto al pubblico 23 novembre 1803 (≈ 1803)
Prima camera accessibile, mercoledì mattina.
1811
Spedizioni statali
Spedizioni statali 1811 (≈ 1811)
110 dipinti tra cui Rubens e Verona.
1878
Espansione di Hirsch
Espansione di Hirsch 1878 (≈ 1878)
Nuova ala e scala monumentale.
1998
Riapertura dopo la ristrutturazione
Riapertura dopo la ristrutturazione 1998 (≈ 1998)
14.800 m2 e bequest Jacqueline Delubac.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
François Artaud - Primo conservatore (1806-1830)
Strutturato le collezioni e creato il salone di fiori.
Édouard Aynard - Presidente del Consiglio (1878-1897)
Impulso la vocazione enciclopedica del museo.
Jean-Baptiste Giraud - Curatore di oggetti d'arte
Sviluppata la collezione di arte islamica.
René Jullian - Direttore (1933-1963)
Presenta l'arte moderna (Dubuffet, Picasso).
Jacqueline Delubac - Patrono (legs 1997)
Dona 65 grandi opere (Monet, Matisse).
Sylvie Ramond - Direttore attuale
Ha diretto il museo dal 2000.
Origine e storia
Il Musée des Beaux-Arts de Lyon nasce dalla volontà delle élite di Lione del XVIII secolo, formalizzate durante la Rivoluzione francese. Creato ufficialmente nel 1801 e aperto nel 1803, fu progettato per la prima volta come luogo di apprendimento per disegnare artisti dell'industria seta di Lione, con un salone di fiori dedicato a motivi floreali. Le prime collezioni provengono da convulsioni rivoluzionarie e spedizioni governative, tra cui 110 dipinti tra il 1803 e il 1811, rendendo Lione uno dei primi musei provinciali.
Situato nell'antica abbazia di Saint-Pierre-les-Nonnais, il museo ha da tempo condiviso i suoi locali con l'École des beaux-arts. Il suo primo curatore, François Artaud (1767-1838), costruì le collezioni e creò un antico gabinetto con pezzi egiziani studiati da Champollion. Il museo si distingue presto per l'acquisizione di importanti opere come La La Lapidation de Saint Etienne de Rembrandt, la prima tela conosciuta del pittore, e la sua apertura alle avanguardie con acquisti come Nave Nave Mahana de Gauguin nel 1913.
Nel XIX secolo, sotto la guida di Édouard Aynard e del consiglio di amministrazione, il museo adotta una vocazione enciclopedica, arricchita da sculture medievali, oggetti d'arte islamica e dipinti impressionisti. La cappella e il giardino accoglievano sculture, mentre le collezioni egiziane, rinforzate dagli scavi di Adolphe Reinach, acquisivano importanza. Nel 1895, il Louvre cedette quasi 400 oggetti egiziani, successivamente integrati da pezzi di Deir el-Medinh.
Il XX secolo ha segnato una svolta con il trasferimento delle collezioni gallo-romane al Museo Fourvière nel 1975 e la creazione di una sezione d'arte contemporanea nel 1984. Una ristrutturazione importante tra il 1989 e il 1998, guidata dagli architetti Dubois e Wilmotte, ha modernizzato gli spazi e ha permesso l'integrazione dell'eredità Jacqueline Delubac nel 1997, portando opere di Picasso, Monet, Matisse e Bacon. Il museo, classificato tra i più frequentati in Francia, coniuga ora patrimonio storico e dinamismo culturale.
Il Palazzo Saint-Pierre, che è stato citato come monumento storico tra il 1927 e il 1938, conserva elementi notevoli come il refettorio barocco del XVII secolo, decorato con dipinti di Louis Cretey, e la sala lanterna, testimonianza dell'architettura religiosa originale. Il giardino, antico chiostro benedettino, ospita statue del XIX secolo e un'antica fontana sormontata da un Apollo, simbolo delle arti.
Le collezioni, organizzate in cinque dipartimenti (Antiquità, Oggetti d'Arte, Arti Grafiche, Dipinti, Sculture), coprono 70 camere su 14.800 m2. La medaglieria, seconda in Francia con 50.000 pezzi, e la ditta di arti grafiche, ricca di 7.500 opere su carta, completano questo panorama. Le mostre temporanee, come quella di Joseph Cornell nel 2013, e le recenti acquisizioni (Pushion, Soulages) testimoniano la sua vitalità contemporanea.
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