Periodo coperto da rottami VIe siècle av. J.-C. – IVe siècle (≈ 551 av. J.-C.)
Commercio marittimo esposto tramite 20 navi.
IIIe siècle av. J.-C. – Ier siècle
Periodo di attività portuali
Periodo di attività portuali IIIe siècle av. J.-C. – Ier siècle (≈ 251 av. J.-C.)
Cima commerciale del porto romano.
1947
Scoperta delle banchine
Scoperta delle banchine 1947 (≈ 1947)
Ricerche durante la ricostruzione del Porto Vecchio.
22 octobre 1959
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 22 octobre 1959 (≈ 1959)
Protezione dei resti con decreto ministeriale.
1963
Apertura del museo
Apertura del museo 1963 (≈ 1963)
Inaugurazione dopo l'intervento di Fernand Benoit.
1987
Ristrutturazione del museo
Ristrutturazione del museo 1987 (≈ 1987)
Ammodernamento degli spazi espositivi.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
I resti dei bacini romani al piano terra, parte orientale del gruppo di costruzione 2, blocco 11: classificazione per ordine del 22 ottobre 1959
Dati chiave
Fernand Benoit - Archeologo e storico
Salvato i resti nel 1947.
Origine e storia
Il Museo di Roman Docks, situato 28 Place Vivaux a Marsiglia, conserva i resti di un magazzino commerciale romano dal III secolo a.C. al I secolo, classificato come monumento storico nel 1959. Scoperto nel 1947 durante la ricostruzione del Porto Vecchio, queste banchine sono tra i pochi esempi conosciuti nel mondo, con dolia (grandi vasi) sepolti nel terreno per conservare vino e olio.
I dolia, fino a 1.70 m di altezza e da 1800 a 2.000 litri di capacità, sono stati fabbricati in loco e sigillati in caso di crepe. La loro disposizione in nave detiene, come quella del Petit Congloue, rivela il loro ruolo chiave nella spedizione. Il museo espone anche oggetti provenienti da 20 relitti, tra cui anfore, inghi di rame e ceramiche, illustrando il commercio Mediterraneo tra il VI secolo a.C. e il IV secolo.
Inaugurato nel 1963 grazie all'intervento di Fernand Benoit, archeologo, il museo presenta anche un mosaico del III secolo, bagni romani e resti medievali (pareti, pozzi). Recenti scavi, come quelli di Place Jules Verne e Villeneuve-Bargemon, hanno rivelato banchine, magazzini e bagni termali, arricchendo la comprensione dell'antica topografia portuale.
L'edificio, integrato con gli edifici della Ricostruzione, si ispira all'architettura romana per la sua illuminazione d'interni. Chiuso temporaneamente, il museo presenta collezioni uniche: amphore di Massaliot, relitti come il Grand Congloue II, e strumenti di misura (valute, scale), testimonianze degli scambi commerciali che hanno reso la reputazione dell'antica Marsiglia.
Tra i pezzi notevoli sono dolia 1,60 m di diametro, ancora su Imperial Street (1864), e una parete prodotta localmente. Un modello ricostruisce la riva romana, mentre gli scavi subacquei, come quello del Carry-le-Rouet (blocchi di pietra per bastioni ellenistici), evidenziano il ruolo centrale del porto nelle reti del Mediterraneo.
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