Borse da viaggio vers 1880 (≈ 1880)
Il contributo di Edmond Puyo alle collezioni.
1887
Fondazione Museo
Fondazione Museo 1887 (≈ 1887)
Creazione grazie al Conte Ange de Guernesac.
années 1970
Nuovo boom
Nuovo boom années 1970 (≈ 1970)
Aggiungi orafi e arte contemporanea.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Comte Ange de Guernesac - Fondatore
L'autore del museo.
Edmond Puyo - Archeologo
Ricerche che arricchiscono le collezioni.
Origine e storia
Il Museo Jacobin è stato fondato nel 1887 grazie alla donazione di un noto locale, il conte Ange de Guernesac. Le sue prime collezioni consistevano in acquisti da saloni di pittura, depositi di stato e donazioni private, arricchiti dagli scavi archeologici di Edmond Puyo presso il sito Bagatelle intorno al 1880. Queste scoperte, combinate con acquisizioni mirate, hanno contribuito a strutturare un fondo diversificato che copre archeologia, belle arti e arti decorative.
Dal 1970, il museo ha sperimentato una rinascita con l'aggiunta di collezioni di orafi morlaisiani e arte contemporanea. Originariamente ospitato nella chiesa giacobina, si trasferì in una struttura decentralizzata dopo la chiusura delle sue stanze permanenti. Oggi il Museo Morlaix è strutturato intorno a due siti: la Casa a Pondalez e i Jacobins, evidenziando la sua collezione comunale attraverso rinnovate mostre e scontri tematici.
Il museo si distingue per due grandi ensemble: pittura moderna e contemporanea (con opere di Monet, Rodin o Sérusier) e le famose arti e tradizioni bretone, soprattutto quelle del piccolo Trégor. Queste collezioni, alternando mostre temporanee e presentazioni mirate come "L'opera scelta", illustrano sia l'ancora regionale che l'apertura artistica del museo. La sua storia rimane legata all'antica Abbazia giacobina, un monumento storico che ancora in parte ospita le sue attività.
I temi trattati dal museo spaziano dall'archeologia nazionale (dalla Preistoria al periodo medievale) alle civiltà extraeuropee, all'arte religiosa, alle scienze naturali o all'etnologia. Questa diversità riflette il desiderio di preservare e valorizzare un patrimonio sia locale che universale, adattandosi al pubblico contemporaneo.
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