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Torre di Orchie Devil à Orchies dans le Nord

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Tour
Nord

Torre di Orchie Devil

    86 Rue Jules Ferry
    59310 Orchies
Crédit photo : A. Deflandre (éditeur à Hautmont) - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
0
100
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1414 (après l’incendie)
Ricostruzione della custodia
XIIIe siècle
Prima custodia fortificata
30 avril 1414
Il fuoco della città
1545
Piano di Deventer
1796
Utilizzare come negozio di polveri
1826
Smantellamento parziale dei bastioni
1914-1918
Danni durante la prima guerra mondiale
14 avril 1922
Monumento storico
19 décembre 2023
Riacquisto dalla città di Orchies
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Torre del Diavolo: con decreto del 14 aprile 1922

Dati chiave

Charles Quint - Sovrano che autorizza l'opera Consentito i lavori di ristrutturazione delle fortificazioni nel XVI secolo.
Lucien Deboulonne - Proprietario nel XX secolo Seed utilizzando torre come deposito.

Origine e storia

La Torre del Diavolo di Orchies è l'ultima vestigia del recinto fortificato medievale della città, originariamente risalente al XIII secolo per la sua prima versione, anche se l'attuale torre è stata ricostruita nel XV secolo. Faceva parte di un più ampio sistema difensivo, tra cui sette torri circolari e cinque porte, come dimostrato dal piano 1545 di Deventer. La sua posizione all'angolo occidentale della città lo ha reso un lavoro chiave per il fiancheggiamento dei bastioni, rinforzato da tacche d'acqua.

La torre, di forma circolare (7 metri di diametro), combina mattoni e arenaria, con un percorso rotondo, una torre di avvistamento e incendi adattati all'evoluzione dell'artiglieria. Serviva anche come prigione nel XVII e XVIII secolo, come si vede dai graffiti e dalle porte sicure. Dopo i danni durante la prima guerra mondiale, fu classificato come monumento storico nel 1922 e restaurato, con un caratteristico tetto di pepe.

La sua storia riflette le trasformazioni urbane: smantellamento parziale dei bastioni nel 1826, integrazione in un giardino privato dopo il 1918, e acquisizione dalla città nel 2023. La torre conserva le tracce dei suoi usi militari (costruire nidi, trappole di piccione) e le prigioni, illustrando la tarda architettura difensiva del Medioevo nel nord della Francia.

Le fonti archivistiche e iconografiche (progetto di Deventer, Cadastre napoleonico, fotografie del XX secolo) documentano la sua evoluzione, dal suo ruolo nei conflitti di Borgogna-Armagnac alla sua conservazione moderna. Le rimozioni visibili sulle sue pareti segnano la posizione dei vecchi bastioni, ormai scomparsi.

Classificata per il suo valore di patrimonio, la torre rimane una testimonianza delle strategie difensive medievali e dei successivi riutilizzo (powder store sotto la Rivoluzione, deposito di semi nel XX secolo). Il suo attuale accesso alla proprietà privata limita la sua visibilità, ma la sua classifica nel 1922 garantisce la sua conservazione.

Collegamenti esterni