Costruzione dell'anfiteatro Fin Ier - Début IIe siècle (≈ 225)
Periodo stimato di costruzione del monumento.
Seconde moitié du IIIe siècle
Abbandonamento del sito
Abbandonamento del sito Seconde moitié du IIIe siècle (≈ 375)
Declinazione di *Aquae Neri* e dell'anfiteatro.
1855
Studio di Arcisse de Caumont
Studio di Arcisse de Caumont 1855 (≈ 1855)
Pubblicazione nel Bollettino Monumentale*.
1862
Monumento storico
Monumento storico 1862 (≈ 1862)
Protezione tra i primi monumenti elencati.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Antichi monumenti (restri dell'anfiteatro): classifica per lista del 1862
Dati chiave
Arcisse de Caumont - Architetto e archeologo
Studiò i resti nel 1855.
Origine e storia
L'anfiteatro Neri-les-Bains, situato nell'antica città termale di Neromagus o Aquae Neri, fu probabilmente costruito tra la fine del I e l'inizio del II secolo. Questo monumento, tipico degli edifici dello spettacolo gallo-romano, fa parte di un contesto urbano dedicato alle terme e alla vita sociale. La sua architettura combina pareti concentriche e raggianti, sostenendo una cantina di legno (gradini), con un diametro stimato tra 86 e 96 metri. Un accesso assiale e resti di muratura curva, interpretata come una parete scenica, suggeriscono una struttura ibrida tra anfiteatro e teatro.
L'edificio, classificato tra i primi monumenti storici nel 1862, fu abbandonato nella seconda metà del III secolo, in concomitanza con il declino dell'antico sito. Scavi e osservazioni, come quelle di Arcisse de Caumont nel 1855, rivelano frammenti di colonne e linteli nell'orchestra, indicando un ricco arredamento architettonico. Oggi, il "Park of Arenas", situato sul suo sito, perpetua la sua memoria nella città moderna.
La posizione dell'anfiteatro, a nord dell'antica area termale, e il suo orientamento sud-est riflettono una solida integrazione urbana. Le tecniche costruttive, come il piccolo apparato murario e gli involucri riempiti, illustrano il know-how gallo-romano. La sua prima classifica sottolinea la sua importanza di patrimonio, mentre le fonti (Wikipedia, Monumentum) confermano il suo ruolo nella storia locale e regionale.
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