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Palais des Arcivescovi de Saint-Émilion à Saint-Émilion en Gironde

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Palais des Archevêques

Palais des Arcivescovi de Saint-Émilion

    D243
    33330 Saint-Emilion
Proprietà privata
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
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Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
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Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Palais des Archevêques de Saint-Émilion
Crédit photo : Didier Descouens - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1800
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione iniziale
1302
Allargamento di Gaillard de Lamothe
12 juillet 1886
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Palazzo degli Arcivescovi (ex) o Palazzo Cardinale: Ordine del 12 luglio 1886

Dati chiave

Gaillard de Lamothe - Decano di Saint-Émilion Allargato il palazzo nel 1302.
Clément V - Papa (zio di Gaillard) Collegamento familiare con l'occupante.

Origine e storia

Il Palais des Arcivescovi de Saint-Émilion, spesso chiamato Palazzo Cardinale, è un vestigio di una dimora romanica immersa nelle mura cittadine. La sua costruzione sembra essere contemporanea, anche prima, di quella dei bastioni, suggerendo un'origine legata al seigneur locale o agli abate di Saint-Émilion. Gli elementi architettonici visibili oggi, come i piedi piatti o le finestre gemelle decorate con feste, rivelano aggiunte o modifiche in diversi periodi, soprattutto nel XIII secolo.

Nel 1302, il monumento fu associato a Gaillard de Lamothe, il primo decano della chiesa di Saint-Emilion e nipote di Papa Clemente V, che lo avrebbe abitato e ampliato. Questo periodo segna una svolta nella sua storia, collegandola direttamente all'autorità ecclesiastica. Le aperture del primo piano, interpretate come assassini, e gli archi al centro della base scolpiti nella roccia illustrano il suo ruolo sia difensivo che residenziale. La classificazione come monumento storico nel 1886 sottolinea il suo valore di patrimonio.

L'edificio ha una struttura eterogenea, con tracce di successive riqualificazioni. Il secondo piano, traforato da finestre gemini con capitelli decorati con foglie lanceolate, contrasta con gli elementi più austero dei livelli inferiori. Anche se il suo uso iniziale rimane parzialmente incerto, la sua integrazione nel recinto fortificato e i suoi legami con i dignitari religiosi lo rendono un simbolo del potere spirituale e temporale a Saint-Emilion nel Medioevo.

Collegamenti esterni