Costruzione di un vialetto coperto Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo stimato di costruzione megalitica.
1883
Pubblicazione di Paul Bézier
Pubblicazione di Paul Bézier 1883 (≈ 1883)
Inventario dei megaliti Ille-et-Vilaine.
1931
Studio di L. Collin
Studio di L. Collin 1931 (≈ 1931)
Analisi dei monumenti megalitici locali.
19 décembre 1946
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 19 décembre 1946 (≈ 1946)
Ranking di Pierre Courcoulée e Cordon des Druides.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen dit la Pierre coulée ou Pierre des Huguenots dans la Coupe 33 et allineamento megalithique dit Le Cordon des Druides dans les cups 73, 75 et 77 de la Forêt de Fougères (causa D 65, 81a): classificazione per decreto del 19 dicembre 1946
Dati chiave
Paul Bézier - Archeologo
Autore di un inventario di megaliti (1883).
L. Collin - Ricercatore
Studio dei megaliti occidentali di Ille-et-Vilaine (1931).
Jacques Briard - Archeologo
Coautore di un lavoro di riferimento (2004).
Origine e storia
Il Pierre Courcoulée, noto anche come Pierre des Huguenots, è un vialetto coperto situato a Landéan, Ille-et-Vilaine. Questo monumento neolitico megalitico è costituito da una struttura in granito parzialmente rovinata lunga 6 metri e larga 1.30 metri. È delimitato da dodici orthostat, uno dei quali è invertito, ed è stato originariamente coperto con una o due lastre di copertura, secondo le interpretazioni degli archeologi P. Bézier e L. Collin.
L'edificio è stato classificato come monumenti storici dal 19 dicembre 1946, insieme alla linea adiacente del Cordon Druids. Questi due siti, situati nella foresta di Fougères, dimostrano l'importanza delle costruzioni megalitiche in questa regione di Breton. I blocchi di granito utilizzati e la struttura a navata coperta suggeriscono un uso funebre o rituale, tipico delle pratiche neolitiche.
Le descrizioni storiche provengono principalmente dall'opera di Paul Bézier (1883), che evoca una singola tavola di copertura di 4.08 metri di lunghezza, e di L. Collin (1931), che propone l'ipotesi di due lastre distinte. Queste differenze illustrano le sfide poste dallo studio dei monumenti preistorici, spesso frammentari. Il sito rimane un notevole esempio del patrimonio megalitico di Breton, studiato e citato in opere specializzate come Jacques Briard (2004).
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