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Camp de Péran in Pledran à Plédran en Côtes-d'Armor

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Camp antique
Côtes-dArmor

Camp de Péran in Pledran

    La Chênaie de Péran
    22960 Plédran
Camp de Péran à Plédran Coupe
Camp de Péran à Plédran
Camp de Péran à Plédran
Camp de Péran à Plédran
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1000
1100
1800
1900
2000
936–940
Combattere i vichinghi
Première moitié du Xe siècle
Distruzione del bastione
1820–1825
Studi del primo sito
1841
Visita di Bachelot de La Pylaie
1861
Assunzione di Viollet-le-Duc
1846 et 1866
Polls di Geslin di Borgogna
1875
Classificazione monumento storico
1983–1990
Ricerche di Amici del Camp
1991–2002
Ricerca diretta da Nicolardot
2008
Trasferimento di proprietà
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il campo: classifica per lista del 1875

Dati chiave

A. Maudet de Penhouët - Erudito locale Studiare il sito tra il 1820 e il 1825.
F. Rioust de l'Argentaye - Erudito locale Partecipa ai primi scavi inediti.
Bachelot de La Pylaie - Archeologo Visita il sito nel 1841.
J. Geslin de Bourgogne - Mandato di ricerca Indagini condotte nel 1846 e nel 1866.
Eugène Viollet-le-Duc - Architetto e teorico Propone una datazione post-romana nel 1861.
Jean-Pierre Nicolardot - Archeologo Regia degli scavi del 1991.
Alain II Barbetorte - Duca di Bretagna Di fronte ai Vichinghi intorno 936–940.

Origine e storia

Il campo Péran, situato a Pledran nella Côtes-d'Armor, è un importante sito archeologico che copre diversi periodi, dal periodo gaulish al Medioevo. Le sue fortificazioni, parzialmente viziate da un incendio, lo rendono un raro esempio di architettura difensiva protostorica. Il sito, classificato come monumento storico nel 1875, è stato studiato nel XIX secolo, con scavi che rivelano tracce di Gaulish, occupazione romana e vichinga.

I primi documenti del sito risalgono all'inizio del XIX secolo, sotto il nome di Pierres Brûlées. Tra il 1820 e il 1866, gli studiosi locali come A. Maudet de Penhouët e J. Geslin de Bourgogne hanno condotto indagini, ma i loro risultati sono rimasti inediti. Nel 1861, Eugene Viollet-le-Duc ipotizzava che le fortificazioni risalgono all'epoca romana, contraddicendo l'idea di un oppidum Gallico trasformato in un forte romano. La scoperta di una vicina via romana (Via di Noè) poi si è nutrita nei dibattiti sull'origine del sito.

Tra il 1983 e il 1990, gli scavi volontari e una campagna guidata da Jean-Pierre Nicolardot (1991) hanno confermato la continua occupazione del sito. I resti rivelano quattro fasi principali: Gaulish (La Tene), X secolo (Versione), XIII secolo e XIX secolo. Materiale archeologico, tra cui armi, strumenti e un ultimo vichingo colpito a York (905–925), attesta una presenza scandinava. La distruzione del bastione, datata dal carbonio 14 della prima metà del X secolo, coincide con le incursioni vichinghe in Bretagna.

Il campo, con una superficie di 1 ettaro, ha cinque strutture difensive concentriche: ditches, terra rialzata, glacis e una muratura murata vittoriosa da un fuoco violento. L'interno ospitato edifici domestici (gate, silos, stalle) e un pozzo di 9 m di profondità. La vitrificazione delle pietre, a causa dell'intenso bruciore del legno, diede al sito il soprannome del castello di vetro. Anche se l'ingresso principale non era situato, il sito doveva avere diversi accessi.

Nel XIII secolo, un edificio pavimentato con piastrelle di terracotta è stato costruito sulle rovine del fuoco del X secolo, come testimoniato dalle monete di Alphonse de Poitiers e duca Giovanni I di Bretagna. Il folklore locale evoca leggende, come quella dei monaci rossi che nascondono un tesoro, o un sotterraneo segreto. Oggi, i manufatti scoperti sono conservati presso il Museo Saint-Brieuc e nelle collezioni DRAC. Il sito, di proprietà congiunta dello Stato e del Comune fino al 2008, è ora gestito dal consiglio dipartimentale.

Il campo di Péran illustra gli scambi culturali in Bretagna durante il primo Medioevo, soprattutto con i Vichinghi. La sua posterità include una rappresentazione nel fumetto Vikings, Kings of the Seas, evidenziando il suo patrimonio e l'importanza storica.

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