Periodo di stabilimento Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Tempo di lucidatura stimato
1889
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1889 (≈ 1889)
Protezione ufficiale della lucidatura
1906
SAEL soccorso
SAEL soccorso 1906 (≈ 1906)
Acquisizione per evitare la distruzione
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Polissoir dit Pinte de Saint-Martin: classificazione par liste de 1889
Dati chiave
M. Lestrade - Notaio a Prunay-le-Gillon
Alertato il SAEL nel 1906
M. Fouju - Membro della SAEL
Ha acquisito il polisher per il SAEL
Paul Durand - Archeologo
Studiata lucidatura nel 1859
André Nouel - Preistoria
Studio di lucidatrici nel 1961
Origine e storia
Il Polissoir Pinte de Saint-Martin, situato a Corancez en Eure-et-Loir, è un monumento megalitico del Neolitico. Ranked un monumento storico dal 1889, si distingue per la sua ciotola centrale, attribuita dalla leggenda all'impronta del cavallo di Saint-Martin. Questa pietra, realizzata in arenaria, misura 5.30 metri per 2.20 metri e ha diversi gruppi di scanalature e ciotole, caratteristici degli strumenti di lucidatura preistorica.
Il polisher si trova a circa 1,5 km a sud del villaggio di Corancez, sulla strada di Vovelles (D 150). La sua posizione, indicata da un palo indicatore, è facilmente raggiungibile dalla strada. La proprietà del monumento appartiene alla Società Archeologica di Eure-et-Loir (SAEL), che lo acquisì nel 1906 per preservarlo dalla distruzione. L'acquisizione è stata resa possibile dall'intervento del signor Lestrade, notaio di Prunay-le-Gillon, e del signor Fouju, membro del SAEL.
Questo monumento riflette le pratiche neolitiche legate alla lucidatura di utensili in pietra. La leggenda locale che combina la ciotola con Saint-Martin riflette una tradizione orale che cerca di spiegare le tracce naturali o umane di megaliti. Il polisher, sebbene classificato nel 1889, quasi scomparso prima di essere salvato dall'impegno degli archeologi locali.
Le grandi dimensioni della lastra (5,30 m x 2,20 m) e la presenza di scanalature suggeriscono un uso collettivo o prolungato. Studi archeologici, come quelli condotti da André Nouel nel 1961, evidenziano l'importanza dei lucidatori nella regione, soprattutto in Eure-et-Loir, per comprendere le tecniche di dimensione e lucidatura degli strumenti neolitici.
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