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Porta del Cappellano a Charroux dans la Vienne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Patrimoine urbain
Porte-de-ville
Vienne

Porta del Cappellano a Charroux

    Le Bourg
    86250 Charroux
Crédit photo : Robin Poitou - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Costruzione iniziale
XVe siècle
Aggiungere lo stack
début XVIe siècle
Cambiamenti nelle facciate
12 avril 1927
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Porta del Cappellano: Ordine del 12 aprile 1927

Origine e storia

La Porta Cappellanica di Charroux, risalente al XIII e XV secolo, è un tipico esempio di architettura civile e religiosa medievale. Si distingue per il suo arco di creste a coste, fiancheggiate da archi con tre file di arpassi poggianti su mezzaluna con capitelli adornati di ganci. Una porta ad arco rotta, incorniciata con colonne, trafigge il passaggio, mentre ogni facciata è illuminata da una finestra del primo Cinquecento, una delle quali è sormontata da uno scudo. Questi elementi riflettono le evoluzioni stilistiche tra il gotico primitivo e il Rinascimento nascente.

Sopra la porta, una camera ospita un camino del XV secolo, anche decorato con colonnette e un cappotto moulure. Il suo timpano, ornato da un arco e uno scudo corazzato, suggerisce un uso legato ad una nobile istituzione o famiglia. Classificata come Monumento Storico con decreto del 12 aprile 1927, questa porta illustra il ruolo dei cappellani medievali, spesso associati a strutture religiose o ospedaliere, nell'accoglienza dei pellegrini e dei poveri. Il suo stato di conservazione e dettagli architettonici lo rendono una preziosa testimonianza della storia locale.

La posizione della Porte de l'Amôterie, a 5 Rue Saint-Sulpice a Charroux (codice Insee 86061), nell'ex regione di Poitou-Charentes, ora integrata nella Nuova Aquitania, ne evidenzia l'ancoraggio in un territorio segnato dal patrimonio romanico e gotico. Le modifiche apportate nel XVI secolo, come le finestre, rivelano un adattamento ai nuovi cannoni estetici, preservando al contempo la struttura originale. L'assenza di fonti che ne dettagliano l'esatto uso permette domande sul suo funzionamento quotidiano, tipico dei monumenti civili medievali i cui archivi sono spesso frammentari.

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