Prima occupazione Néolithique ancien (≈ 4100 av. J.-C.)
Inizio di habitat e strumenti litici
Âge du bronze
Apex del sito
Apex del sito Âge du bronze (≈ 1500 av. J.-C.)
Statue Menhir e castelu costruite
Moyen Âge
Rivestimento monastico
Rivestimento monastico Moyen Âge (≈ 1125)
Installazione di monaci sul sito
1946
Sito riscoperto
Sito riscoperto 1946 (≈ 1946)
Rapporto di Charles-Antoine Cesari
1957-1972
Scavi archeologici
Scavi archeologici 1957-1972 (≈ 1965)
Regia di Roger Grosjean
4 décembre 1967
Prima classifica MH
Prima classifica MH 4 décembre 1967 (≈ 1967)
Protezione del sito parziale
10 décembre 1980
Seconda classifica MH
Seconda classifica MH 10 décembre 1980 (≈ 1980)
Estensione della protezione
1982
Discovery of Callanchi-Saparata Alta
Discovery of Callanchi-Saparata Alta 1982 (≈ 1982)
Habitat più alti e tombe caldeolitiche
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Parcheggi da 676 a 681, posto Filitosa facente parte della stazione preistorica (Box D 676 a 681): classificazione per ordine del 4 dicembre 1967; Preistoriche vestigia del sito contenute nelle trame A 26, 28, postoit Barcajolo e D 691, 692, postoit Toricchia (cad. A 26, 28; D 691, 692) : classificazione per ordine del 10 dicembre 1980
Dati chiave
Charles-Antoine Cesari - Proprietario e scopritore
Segnala il sito nel 1946
Roger Grosjean - Archeologo
Scavi diretti (1957-1972)
Origine e storia
Il sito preistorico di Callanchi, noto anche come Filitosa, è un importante complesso archeologico situato a Sollacaro, nella valle di Taravo in Corsica del Sud. Occupata dall'antico neolitico al medioevo, raggiunse il suo picco durante l'età del bronzo. Il sito è costituito da tre monumenti Torrean (o torre), una castella (armadio fortificato con torri e habitat), e tredici statue-menhirs caratteristiche del gruppo corso. Queste sculture antropomorfe, armate con spade o pugnali, hanno caratteristiche facciali stilizzate (occhi, naso, bocca di sollievo) e dettagli anatomici come scapola o costole. Alcuni provengono da siti vicini (Barcajolo, Tappa) e sono stati raggruppati insieme a Filitosa per la conservazione.
La collina di Filitosa, alta 60 metri, ospita anche una cava di granito e resti di menhir parzialmente distrutti, forse dall'età del ferro o durante l'installazione di monaci nel Medioevo. Gli scavi, effettuati da Roger Grosjean tra il 1957 e il 1972, rivelarono strumenti litici (meule, mortai) riutilizzati nelle pareti, così come una bobina di 6.000 m2 con due torri. L'edificio centrale, circondato da case oblunghe con pareti curvilinee, suggerisce un'organizzazione sociale strutturata. Le statue di Menhir, ora disposte in allineamento artificiale per motivi turistici, possono simboleggiare un rifiuto culturale all'età del bronzo finale, il loro riutilizzo come materiali da costruzione che segnano una rottura simbolica.
Il sito è classificato come monumento storico in due fasi: il 4 dicembre 1967 e il 10 dicembre 1980, prima di essere elencato tra i "100 siti storici di interesse comune per i paesi mediterranei". Segnalato nel 1946 da Charles-Antoine Cesari (proprietario della terra), fu poi coperto dal maquis e localmente considerato un antico convento. Le statue menhir, con caratteristiche uniche (conchiglie, armi, rappresentazioni dorsali delle spalline), differiscono da allineamenti meglio conservati come quelli della Cauria (I Stantari, Rinaghju). La loro prima distruzione e riutilizzo possono riflettere gli sconvolgimenti sociali o religiosi tra l'età del bronzo e il Medioevo.
Gli habitat rocciosi di Callanchi-Saparata Alta, scoperti nel 1982, completano questo patrimonio con tombe calcaree scavate in alveoli rocciosi. Queste vestigia, combinate con strumenti neolitici, riflettono un'occupazione continua per diversi millenni. Il sito illustra così l'evoluzione delle pratiche funerarie, difensive e artistiche in Corsica, dalle prime comunità agro-pastorali alle influenze mediterranee dell'età del bronzo. Gli scavi hanno anche rivelato camini in argilla e tracce di tetti nelle case del castellu, rivelando tecniche di costruzione adattate alle risorse locali (granite, mulini).
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