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Priore Saint-Barthelemy d'Azay-le-Brûlé dans les Deux-Sèvres

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Prieuré
Deux-Sèvres

Priore Saint-Barthelemy d'Azay-le-Brûlé

    Le Bourg
    79400 Azay-le-Brûlé
Proprietà privata

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
948
Prima citazione da Azay
Fin XIe - début XIIe siècle
Donazione a Saint-Maixent
Vers 1300
Fondazione del Priorato
1489
Fortificazione del priorato
XVIe siècle
Costruzione del chiostro
1747
Lavoro certificato
1863
Nuovo progetto di chiesa
1926
Protezione dei resti
1993
Protezione della Chiesa
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Resti del chiostro, situato vicino alla chiesa: iscrizione per decreto del 23 dicembre 1926; Chiesa (Cd. AL 31): iscrizione per ordine del 28 settembre 1993

Dati chiave

Moines de Saint-Maixent - Fondatori del Priorato Creare il priorato intorno al 1300

Origine e storia

Il priorato Saint-Barthelemy d'Azay-le-Brûlé trova le sue origini nella donazione di Azay all'Abbazia di Saint-Maixent tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. La "Villa d'Azay", menzionata nel 948, divenne un priorato benedettino intorno al 1300 sotto l'impulso dei monaci di Saint-Maixent. Questo sito religioso, inizialmente modesto, è strutturato intorno ad una chiesa del XII-XIII secolo, completato da cappelle successive. La sua organizzazione spaziale, a forma di scala su entrambi i lati della chiesa, riflette una tipica pianificazione monastica, con ali a forma di L che inquadrano un cortile interno di fronte alla facciata.

Nel 1489 il priorato fu rafforzato, testimoniando le tensioni del tempo e la necessità di proteggere la proprietà ecclesiastica. Il chiostro, probabilmente costruito nel XVI secolo, si appoggia contro il gocciolotto nord della chiesa e si apre sul cortile dei Logis Priorali. Gli edifici del convento, ricostruiti nel XV, XVII e XIX secolo, ospitarono varie funzioni: il sud della chiesa era occupato da un casale, mentre una cantina sepolta e servitudini chiusero il cortile sul retro del comodino. Le opere attestate nel 1747 (carpenteria, muratura) e un incendio nel XIX secolo, che motivarono la costruzione di una nuova chiesa nel 1863, illustrano una turbolenta storia architettonica.

I resti del chiostro, iscritti nei monumenti storici nel 1926, e la chiesa, protetta nel 1993, sono gli elementi più notevoli del sito. I piani del XIX secolo rivelano una comunicazione diretta tra la chiesa e gli edifici settentrionali, formando un insieme coerente dalla facciata alla cantina. Questo priorato, sia un luogo di culto, un'abitazione monastica e una fattoria (metairie), incarna l'evoluzione delle strutture religiose rurali tra il Medioevo e i tempi moderni, adattate alle esigenze locali e ai pericoli storici.

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