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Serbatoi di acquedotto di Vallon d'Arche (vestigia) dans le Rhône

Rhône

Serbatoi di acquedotto di Vallon d'Arche (vestigia)

    61 Route des Crêtes
    69450 Saint-Romain-au-Mont-d'Or
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Réservoirs daqueduc du Vallon dArche vestiges
Crédit photo : User:Otourly - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Entre 20 av. J.-C. et 20 apr. J.-C.
Costruzione di acquedotto
1865
Cartografia di Falsan e Locard
1991
Classificazione monumento storico
1995
Discovery of a look at Curis-au-Mont-d'Or
2013-2023
Monitoraggio archeologico del percorso
2019-2020
Gioco d'azzardo (Poleymieux)
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Serbatoi di acquedotto di Vallon d'Arche (vestiges) (cad. AB 357, 358) : iscrizione per ordine del 18 febbraio 1991

Dati chiave

Marcus Vipsanius Agrippa - Politico romano e generale Possibile iniziatore di acquedotto.
Camille Germain de Montauzan - Storia e archeologia Flusso e percorso studiati.
Albert Falsan et Arnould Locard - Geologi del XIX secolo Autori di una mappa dei resti.
Jean Burdy - Archeologo moderno Stime della portata minima.
Guy Jouvet - Ricercatore in Idraulica Antica Ha proposto un'ipotesi sulla cattura.

Origine e storia

I serbatoi di acquedotto di Vallon d'Arche sono resti di un sistema idraulico gallo-romano situato a Saint-Romain-au-Mont-d'Or, nella metropoli di Lione. Questo lavoro, integrato con l'acquedotto dei Monts d'Or, catturò le acque locali per nutrire l'antica città di Lugdunum. Questo acquedotto, uno dei quattro che servono Lione, è lungo 26 km ed è caratterizzato dalla sua modestia e dalla sua ridotta lunghezza rispetto ad altre infrastrutture simili. Il suo percorso, parzialmente sotterraneo, segue le curve di livello delle Gold Mountains, con sezioni ancora visibili in diversi comuni, tra cui Saint-Romain-au-Mont-d'Or.

L'acquedotto dei Monts d'Or, datato tra il 20 a.C. e il 20 a.C. secondo le recenti ricerche, potrebbe essere stato avviato da Marcus Vipsanius Agrippa. Ha incluso opere d'arte come pontificie, ora mancanti, e cerca manutenzione. A Saint-Romain-au-Mont-d'Or, la cattura della valle di Arches, ancora parzialmente visibile, ha alimentato l'acquedotto attraverso due gallerie e due camere a castello. Questo sito, classificato come monumento storico nel 1991, è notevole per il suo stato di conservazione e rarità tra acquedotti romani.

Il sistema idraulico della valle Arches comprende una camera superiore con elementi antichi distinti (toil mortier, tegulae), mentre la camera inferiore, sebbene ridisegnata, rimane funzionale. L'acqua raccolta qui oggi forma il flusso di Vallon d'Arches, staccato dall'acquedotto originale. Secondo l'ipotesi di Guy Jouvet, questa cattura potrebbe anticipare l'estensione dell'acquedotto a Poleymieux-au-Mont-d'Or, spiegando un'elevazione locale di 4 metri. Il complesso, protetto da una striscia di 50 metri nel Lione PLUH, è stato oggetto di monitoraggio archeologico dal 2013.

L'acquedotto, poco conosciuto a causa della discrezione dei suoi resti, è stato studiato nel XIX secolo da geologi come Albert Falsan e Arnould Locard, che hanno mappato le sue porzioni visibili. Tra il 1991 e il 2007, si sono svolte otto operazioni archeologiche preventive lungo il suo presunto percorso. Anche se la maggior parte dei resti hanno sofferto di erosione, movimenti terrestri o cave di pietra, alcune sezioni, come la sezione Bois des Cieux a Curis-au-Mont-d'Or, rimangono accessibili. Il flusso teorico dell'acquedotto, stimato tra 2.000 e 15.000 m3/giorno secondo le fonti, solleva ancora il dibattito tra gli storici.

Classificato un monumento storico sotto il nome di carri armati di acquedotti di Vallon d'Arche, questo sito è proprietà comunale e generalmente chiuso al pubblico, tranne durante le Giornate Europee del Patrimonio. Il suo interesse si trova nella sua rarità: è l'unica zona di cattura visibile tra gli acquedotti di Lione e uno dei pochi esempi intatti del mondo romano. Recenti scavi, come quelli effettuati tra il 2019 e il 2020 presso i Gambins di Poleymieux-au-Mont-d'Or, hanno confermato l'antica origine dell'opera e hanno affinato la conoscenza del suo layout originale.

L'acquedotto dei Monts d'Or illustra l'ingegno romano nella gestione dell'acqua, con un percorso adattato ai vincoli topografici. Il suo studio in corso ci permette di comprendere meglio l'approvvigionamento idrico di Lugdunum, capitale di Gauls, e le tecniche di costruzione utilizzate durante l'era gallo-romana. I resti di Saint-Romain-au-Mont-d'Or, anche se parziali, offrono una preziosa testimonianza di questo patrimonio idraulico, ora protetto e valorizzato nell'ambito del Metropolitan PLUH.

Collegamenti esterni