Conflitti tra Allobroges e Ceutrons Ier siècle (≈ 150)
Alp e tensioni di confine
1971
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1971 (≈ 1971)
Ordinanza 14 giugno 1971
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Punto di confine romano noto come Fines, al Col de Jaillet (Box C 412): classificazione per decreto del 14 giugno 1971
Dati chiave
Vespasien - Imperatore romano (69–79)
Ordinare l'impostazione delle frontiere
Cnaeus Pinarius Cornelius Clemens - Legato imperiale
Territori delimitanti in 74
Origine e storia
I pilastri di confine di Cordon, chiamati Fines, formano una raccolta di resti archeologici situati nel comune di Cordon, Haute-Savoie. Questi monumenti, distribuiti su tre siti tra il Col du Jaillet e il Col de l'Avenaz, prendono la forma di cippe, pilastri in pietra romana. La loro struttura segue la cresta del Petit Croisse-Baulet, delimitando una zona montuosa soggetta a conflitti storici.
Nel primo secolo, le tensioni tra le Allobroges (integrate nella provincia di Narbonnaise) e i Ceutron (attaccati alle Alpi Greese) erano principalmente legate allo sfruttamento dei pascoli alpini. Nonostante l'esistenza di limiti tradizionali, le dispute erano frequenti. Nel 74, l'imperatore Vespasiano inviò il legato Cnaeus Pinarius Cornelius Clemens a fissare definitivamente questi confini. Lo scopo di questa demarcazione era di facilitare i conflitti locali e chiarire la proprietà della terra tra le due province romane.
I pilastri, classificati come monumenti storici dal 14 giugno 1971, testimoniano l'amministrazione romana nelle Alpi. La loro conservazione permette di studiare i metodi di gestione territoriale e le relazioni tra i popoli gallici sotto la dominazione romana. Questi resti illustrano anche l'importanza strategica delle aree alpine, dove le risorse pastorali erano una fonte di rivalità.
Oggi i terminal appartengono al comune di Cordon. La loro posizione, anche se documentata, rimane di precisione media (livello 6/10 a seconda delle fonti). Sono un patrimonio raro, che offre una luce su ingegneria romana e dinamiche di confine in Gallia.
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