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Rovine romane à Membrey en Haute-Saône

Haute-Saône

Rovine romane

    D5
    70180 Membrey
Ruines romaines
Ruines romaines
Crédit photo : Adrien70 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1838
Scoperta fortuito
1846
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Rovine romane: Lista del 1846

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato Il testo sorgente non menziona alcuno specifico attori storici relativi a questo monumento.

Origine e storia

Le rovine romane di Membery sono i resti di un'antica villa gallo-romana, scoperta per caso nel 1838. Il sito, inscritto in un rettangolo di 200 metri per 70 metri, comprende un edificio multi-winged con circa 60 camere. Anche i mosaici, le cui pietre sono state estratte localmente, sono stati scoperti. La villa, costruita nel primo secolo, subì miglioramenti nel secondo secolo prima di essere abbandonata nel IV secolo. Si trova al cosiddetto Bois du Vernois, a 600 metri dal Saône e a un chilometro da Seveux (ex Segobodium), vicino ad un'antica strada che collega Besançon (Vesontio) a Langres (Andemantunnum).

Classificato come monumento storico nel 1846, queste rovine testimoniano l'importanza strategica della regione nell'era romana, tra antica città e importante asse commerciale. La loro vicinanza al Saône e alla Via Romana sottolinea il loro potenziale ruolo negli scambi e nell'amministrazione locale. I resti, di proprietà del comune di Membery, offrono un raro scorcio di architettura domestica romana in Borgogna-Franche-Comté.

La villa di Membery fa parte di una rete di siti romani nell'Alta Savoia, illustrando l'urbanizzazione e l'agricoltura della Gallia romana. Il suo abbandono nel IV secolo coincise con il graduale declino delle strutture romane in Gallia, segnato da invasioni e trasformazioni socio-economiche. Mosaici e le dimensioni del complesso suggeriscono un proprietario facile, forse legato all'élite locale o funzionari imperiali.

La prima classificazione delle rovine nel 1846 riflette l'interesse del XIX secolo nell'antico patrimonio, in un contesto di riscoperta delle radici gallo-romane della Francia. Oggi, il sito rimane una testimonianza materiale di quel tempo, anche se la sua accessibilità e conservazione pone sfide, come evidenziato dai dati di localizzazione ritenuti "a priori soddisfacenti" (nota 6/10).

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