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Rovine della Cappella di Santa Maria di Casalta en Haute-corse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle
Haute-corse

Rovine della Cappella di Santa Maria di Casalta

    Le village
    20215 Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Ruines de la chapelle Sainte-Marie de Casalta
Crédit photo : Cosudibastia - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione iniziale
1563
Fusione di vescovi
1740
Stato di degradazione
XVIIe siècle
Integrazioni architettoniche
1876
Rulli certificati
20 février 1980
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle Sainte-Marie (reti del vecchio) (Cd. 360, 361) : classificazione per decreto del 20 febbraio 1980

Dati chiave

Pie IV - Papa (1559-1565) Congedato dai vescovi di Accia e Mariana.
Monseigneur Saluzzo - Vescovo di Mariana e Accia Trovato il degrado nel 1740.
Vicaire anonyme - Servire la cappella Negligea manutenzione nel XVI secolo.

Origine e storia

Le rovine della cappella Sainte-Marie de Casalta, situata nel villaggio corso dello stesso nome, risalgono principalmente al XII secolo, con significative aggiunte al XVII secolo. L'edificio, con un piano allungato, è costituito da una navata unica originariamente coperta da un apparente telaio in legno, e un'abside arcuata in cul-de-four. Un campanile completa il tutto. La cappella, attaccata al menso episcopale del vescovo di Accia, servì come luogo centrale di culto per la posta di Ampugnani. Una casa adiacente ospitava il vescovo durante le sue visite pastorali, sottolineando la sua importanza nell'organizzazione religiosa locale.

Nel XVI secolo papa Pio IV fuse i vescovi di Accia e Mariana nel 1563, nominando un vicario per servire la cappella. Quest'ultimo, non molto presente, trascurava il mantenimento dell'edificio, accelerandone il deterioramento. Due cappelle laterali sono state aggiunte nel XVII secolo su entrambi i lati dell'abside, mentre le piccole pareti calcaree contrastano con le lastre regolari della facciata occidentale. Le rovine della residenza episcopale, su due livelli, rivelano una stanza per asciugare castagne su due stanze, secondo gli inventari del XVIII secolo.

Già nel XVIII secolo, lo stato della cappella si deteriorava: un rapporto del 1740, preparato dal vescovo Saluzzo, vescovo di Mariana e Accia, attesta la sua scarsa condizione. Anche se restaurato nella seconda metà del XVIII secolo, appare in rovine sul catasto del 1876. Classificata come monumento storico nel 1980, la cappella illustra oggi l'evoluzione architettonica e religiosa della Corsica medievale e moderna, dimostrando allo stesso tempo le sfide della conservazione del patrimonio dell'isola.

Collegamenti esterni