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Rovine della chiesa di Saint-Avit de Duravel dans le Lot

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise romane
Lot

Rovine della chiesa di Saint-Avit de Duravel

    Le Baloy
    46700 Duravel

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIe siècle
Costruzione iniziale
Fin de la guerre de Cent Ans (XVe siècle)
Abbandonamento del sito
XVIIIe siècle
Rappresentanza della mappa
23 avril 1979
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa di Saint-Avit (regine dell'antico) (cad. A 741): iscrizione con decreto del 23 aprile 1979

Dati chiave

Saint Avit - Figura leggendaria associata Collegato a rituali di guarigione per i bambini.

Origine e storia

La chiesa Saint-Avit de Duravel, situata nel dipartimento Lot nella regione di Occitanie, è un edificio religioso costruito nell'XI secolo. Si trova a nord del villaggio di Duravel, e la sua storia è segnata da un lungo periodo di abbandono. Alla fine della guerra dei cent'anni, la chiesa, già in rovina, non fu mai restaurata. Le mappe del XVIII secolo, come quella di Cassini, lo rappresentano ancora nello stato di vestigia, confermando il suo primo declino. Oggi, solo il cul-de-four semicircolare abside e i frammenti delle pareti della navata rimangono, fornendo una panoramica della sua architettura originale.

L'elemento più conservato dell'arte è l'arte romanica: un cul-de-four in lastre calcaree disposte in clavicembali, articolazioni burrose tracciate in ferro, e un arco trionfale con impostori scolpiti. Le pareti sottili della navata suggeriscono una struttura inizialmente carpentata. Una leggenda locale combina Saint Avit con la guarigione delle malattie della pelle nei bambini, una pratica legata alle fonti vicine. I genitori hanno messo lì i vestiti dei malati o hanno gettato i pezzi nei cespugli circostanti, un rituale che attesta la sua importanza simbolica nella comunità medievale.

La chiesa, mai ricostruita dopo la distruzione della guerra dei cent'anni, fu ufficialmente elencata come monumenti storici il 23 aprile 1979. I resti di oggi, anche se frammentari, permettono di datare la sua costruzione dell'XI secolo grazie a dettagli architettonici come le articolazioni a nastro o la decorazione intagliata. Il suo stato di rovina, documentato dal Settecento, lo rende una testimonianza commovente del graduale abbandono di alcuni edifici religiosi rurali dopo i conflitti medievali.

Fonti disponibili, tra cui gli archivi della base Merimée e gli studi regionali come Stone Archives (2012), evidenziano il suo interesse per il patrimonio nonostante la scomparsa della maggior parte della struttura. Oggi, il sito, situato all'indirizzo approssimativo di Le Baloy, rimane accessibile anche se la sua precisa posizione è considerata mediocre (livello 5/10). Nessuna informazione conferma la sua apertura regolare ai servizi pubblici o associati come visite guidate.

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