Costruzione iniziale XIe siècle (≈ 1150)
Edificazione della Chiesa, datata dall'analisi architettonica.
Fin de la guerre de Cent Ans (XVe siècle)
Abbandonamento del sito
Abbandonamento del sito Fin de la guerre de Cent Ans (XVe siècle) (≈ 1595)
Chiesa rovinata e non restaurata dopo il conflitto.
XVIIIe siècle
Rappresentanza della mappa
Rappresentanza della mappa XVIIIe siècle (≈ 1850)
Rovine visibili sulla mappa di Cassini.
23 avril 1979
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 23 avril 1979 (≈ 1979)
Elenco ufficiale dei resti in inventario.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Saint-Avit (regine dell'antico) (cad. A 741): iscrizione con decreto del 23 aprile 1979
Dati chiave
Saint Avit - Figura leggendaria associata
Collegato a rituali di guarigione per i bambini.
Origine e storia
La chiesa Saint-Avit de Duravel, situata nel dipartimento Lot nella regione di Occitanie, è un edificio religioso costruito nell'XI secolo. Si trova a nord del villaggio di Duravel, e la sua storia è segnata da un lungo periodo di abbandono. Alla fine della guerra dei cent'anni, la chiesa, già in rovina, non fu mai restaurata. Le mappe del XVIII secolo, come quella di Cassini, lo rappresentano ancora nello stato di vestigia, confermando il suo primo declino. Oggi, solo il cul-de-four semicircolare abside e i frammenti delle pareti della navata rimangono, fornendo una panoramica della sua architettura originale.
L'elemento più conservato dell'arte è l'arte romanica: un cul-de-four in lastre calcaree disposte in clavicembali, articolazioni burrose tracciate in ferro, e un arco trionfale con impostori scolpiti. Le pareti sottili della navata suggeriscono una struttura inizialmente carpentata. Una leggenda locale combina Saint Avit con la guarigione delle malattie della pelle nei bambini, una pratica legata alle fonti vicine. I genitori hanno messo lì i vestiti dei malati o hanno gettato i pezzi nei cespugli circostanti, un rituale che attesta la sua importanza simbolica nella comunità medievale.
La chiesa, mai ricostruita dopo la distruzione della guerra dei cent'anni, fu ufficialmente elencata come monumenti storici il 23 aprile 1979. I resti di oggi, anche se frammentari, permettono di datare la sua costruzione dell'XI secolo grazie a dettagli architettonici come le articolazioni a nastro o la decorazione intagliata. Il suo stato di rovina, documentato dal Settecento, lo rende una testimonianza commovente del graduale abbandono di alcuni edifici religiosi rurali dopo i conflitti medievali.
Fonti disponibili, tra cui gli archivi della base Merimée e gli studi regionali come Stone Archives (2012), evidenziano il suo interesse per il patrimonio nonostante la scomparsa della maggior parte della struttura. Oggi, il sito, situato all'indirizzo approssimativo di Le Baloy, rimane accessibile anche se la sua precisa posizione è considerata mediocre (livello 5/10). Nessuna informazione conferma la sua apertura regolare ai servizi pubblici o associati come visite guidate.