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Chiesa di San Alberto di Calvese de Sollacaro en Corse-du-sud

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Corse-du-sud

Chiesa di San Alberto di Calvese de Sollacaro

    Village
    20140 Sollacaro

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1587
Visita pastorale del Vescovo Mascardi
1686
Relazione di Don Pellegrino Gervasi
fin XVIe siècle
Costruzione iniziale
1759
Fresche della cappella
1816
Costruzione del campanile
XVIIIe siècle
Ricostruzione barocca
2012
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La vecchia chiesa parrocchiale nella sua interezza (Box C 407): iscrizione per decreto del 10 maggio 2012

Dati chiave

Saint-Albert le Grand - Vocabile della chiesa Santo patrono dal XVI secolo.
Mgr Mascardi - Vescovo in visita pastorale Descrive la chiesa nel 1587.
Don Pellegrino Gervasi - Delegato episcopale Rapporto di stato nel 1686.
Raffali - Artista pittore Autore di decorazioni interne.

Origine e storia

La chiesa di Saint-Albert de Calvese, situata a Sollacaro in Corsica del Sud, è posta sotto il nome di San Alberto il Grande alla fine del XVI secolo. Originariamente, si tratta di una piccola struttura rettangolare, rivolta a nord, con una navata unica e un pavimento sporco, come descritto dal vescovo Mascardi nel 1587 durante la sua visita pastorale. Le pareti, non rivestite e senza finestre, hanno due porte, e il tetto è parzialmente coperto con piastrelle. Questo primo edificio riflette la semplicità delle chiese rurali della Corsica del tempo, segnate da evidente povertà materiale.

Nel XVIII secolo la chiesa fu ricostruita e ampliata secondo i canonici dell'arte barocca corsa, con una navata a volta con vetri e una cappella laterale dedicata a Notre-Dame-du-Rosaire. Questi ultimi ospita affreschi a forma di rosa risalenti al 1759, mentre le decorazioni dipinte, attribuite all'artista Raffali, illustrano la cura artistica data agli edifici religiosi rurali. Nel 1816 fu costruito un campanile dietro il muro, poi completato da una cupola ogivale nel XX secolo. Queste successive trasformazioni testimoniano l'evoluzione architettonica e liturgica dell'edificio.

Fonti storiche, come le relazioni di visita pastorale del 1587 e del 1686, evidenziano il modesto stato della chiesa, legato alla povertà del luogo. Nel 1686, don Pellegrino Gervasi notò che la chiesa, non consacrata, era un annesso alla parrocchia di Sollacaro, con un terreno deformato dall'arco (una struttura funebre). Questi documenti rivelano anche l'importanza degli edifici religiosi nell'organizzazione della comunità rurale, nonostante le risorse limitate. La chiesa è stata infine elencata come monumento storico nel 2012 per il suo valore di patrimonio.

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