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Chiesa di San Giuliano di Beynost dans l'Ain

Ain

Chiesa di San Giuliano di Beynost

    408 Rue Centrale
    01700 Beynost

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
26 mai 1904
Decisione comunale
31 mai 1904
Riconoscimento del lavoro
28 juin 1908
Inaugurazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Catherine Meillard - Donatore Lega 60.000 oro per la costruzione.
Claude André - Sindaco di Beynost Portò il progetto comunale.
Alexandre Bourdeaux - Imprenditoria di Lione Realizzato la costruzione.
Barthélémy Delorme - Architetto Progetta i piani.
Alexandre Bérard - Aggiunto Consente di finanziare senza costi comunali.
Monseigneur Labeuche - Vescovo di Belley Inaugurata la chiesa nel 1908.

Origine e storia

La chiesa Saint-Julien de Beynost, costruita all'inizio del XX secolo, è il frutto di una bequest di 60.000 franchi d'oro lasciati da un parrocchiano, Catherine Meillard. Questa donazione ha richiesto la costruzione di una nuova chiesa entro un tempo limitato. Il progetto fu convalidato dal consiglio comunale il 26 maggio 1904, sotto la guida del sindaco Claude André, e affidato all'imprenditore lionese Alexandre Bourdeaux. L'architetto Barthélémy Delorme, che era già responsabile della trasformazione della prima chiesa in una sala festiva, ha elaborato i piani. Grazie all'intervento del deputato Alexandre Bérard, la costruzione non costava nulla al comune, che era solo responsabile del trasferimento di mobili religiosi.

L'edificio fu inaugurato il 28 giugno 1908 alla presenza del vescovo Labeuche, vescovo di Belley. Orientata a nord-sud, la chiesa ha una navata di quattro campate e un'abside ornata di dipinti di marouflé. Il suo campanile, coperto di dardoise, contrasta con il tetto della piastrella della navata. Tra i suoi notevoli elementi vi sono una vetrata di Lucien Bégule (1887) che rappresenta la Basilica di Notre-Dame de Fourvière, così come una statua della Vergine, eretta su una colonna di cinque metri sulla corte. La chiesa ora dipende dal gruppo parrocchiale di Miribel, nella diocesi di Belley-Ars.

Questa seconda chiesa di San Giulio sostituì definitivamente il primo, dedicato allo stesso santo, segnando così una continuità culturale nel comune. Il finanziamento privato e l'architettura sobria, tipica degli edifici religiosi rurali dei primi anni del Novecento, riflettono le dinamiche locali del periodo, tra modernizzazione e conservazione delle tradizioni. L'eredità di Catherine Meillard illustra l'impegno dei parrocchiani a perpetuare il loro patrimonio religioso, mentre il coinvolgimento dei rappresentanti eletti locali, come Claude André e Alexandre Bérard, sottolinea l'importanza politica e sociale di tali progetti.

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