Costruzione del coro originale 1452–1472 (≈ 1462)
Parte medievale ancora visibile oggi.
1591
Istruzione di Lesdiguières
Istruzione di Lesdiguières 1591 (≈ 1591)
Le guerre di religione, le persone tagliate.
1690
Ricostruzione di volte
Ricostruzione di volte 1690 (≈ 1690)
Un secolo dopo la distruzione.
1696
Fortificazione della chiesa
Fortificazione della chiesa 1696 (≈ 1696)
Rinforzo difensivo post-conflitto.
1762
Ristrutturazione strutturale e copertura
Ristrutturazione strutturale e copertura 1762 (≈ 1762)
Grandi lavori strutturali.
1921
Monumento storico
Monumento storico 1921 (≈ 1921)
Protezione del patrimonio nazionale.
5 avril 1959
Terremoto
Terremoto 5 avril 1959 (≈ 1959)
Collasso parziale, restauro fino al 1970.
1963–1970
Ripristino del terremoto
Ripristino del terremoto 1963–1970 (≈ 1967)
Opere finanziate dallo Stato e da un mecenate.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La chiesa di Saint Jean-Baptiste de Fouillouse, in pieno, con il suo involucro, come delimitato in rosso sul piano annesso al decreto (Box G 505): classificazione per ordine del 4 aprile 2019
Dati chiave
Lesdiguières - Leader militare protestante
Responsabile della distruzione nel 1591.
Hippolyte Signoret - Patrono ricco locale
Finanziato un terzo del lavoro post-1959.
Origine e storia
La chiesa Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Saint-Paul-sur-Ubaye, situata nelle Alpi-de-Haute-Provence, trova le sue origini nel tardo Medioevo. Parte del suo coro, risalente dal 1452 al 1472, rimane ancora oggi. L'edificio è segnato da eventi violenti: distrutti nel 1591 dalle truppe di Lesdiguières durante le guerre di religione, mentre gli abitanti furono rimproverati lì, fu ricostruito solo un secolo più tardi, nel 1690, con volte in refusione e fortificazioni aggiunte nel 1696. La cornice e la copertura sono stati rinnovati nel 1762, illustrando una storia di resilienza architettonica.
Il terremoto del 5 aprile 1959 causò il crollo di un arco, che richiedeva importanti restauri dal 1963 al 1970. Questo lavoro, finanziato due terzi dallo Stato (la chiesa è classificata come monumento storico dal 1921), e il resto da un patrono locale, Ippolita Signoret, ha salvato l'edificio. Gli affreschi del XVI secolo, dipinti da artisti italiani e riscoperti negli anni '60 sotto la lavorazione del legno, rappresentano scene religiose come Dio Padre o la Visione di San Paolo, aggiungendo una rara dimensione artistica.
L'architettura della chiesa combina elementi gotici (candesi volte, capitelli scolpiti da teste umane e animali) e influenze lombardo (arco cieco fuori). Il campanile, la cui base risale al 1390, fu in gran parte ricostruito nel XVI secolo e riparato nel 1829. Il cancello occidentale, decorato con un affresco della discesa della croce (XVI secolo), ha somiglianze con quella della chiesa di Santa Maria Assunta a Elva, Italia, evidenziando scambi culturali transalpini.
Gli altari interni, classificati come monumenti storici, includono pale di legno parzialmente dorate o dipinte, tra cui un antependio di tela dipinta del XVII secolo, raro. La cappella laterale dedicata a Maria, distrutta dal terremoto del 1959, fu demolita per mancanza di fondi per il suo restauro, ma la sua pala d'altare, rappresentante San Roch (patrono dei pellegrini), fu spostata nella navata. Il coro, che illustra l'adorazione dei re Magi, testimonia la ricchezza iconografica dell'edificio.
Il restauro del XX secolo ha anche rivelato affreschi nascosti e consolidato la struttura, preservando al contempo elementi medievali come le chiavi ad arco decorate con agnelli o stemmi. La storia della chiesa riflette così i tumulti politici (guerre della Religione), i pericoli naturali (terzi) e gli scambi artistici tra la Provenza e l'Italia, rendendolo un simbolo della perseveranza comunitaria e del patrimonio religioso alpino.
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