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Museo Salagon à Dauphin dans les Alpes-de-Haute-Provence

Alpes-de-Haute-Provence

Museo Salagon

    136 Rue Haute
    04300 Dauphin
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Musée de Salagon
Crédit photo : © Service communication du Conseil général des Alp - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
XIIe–XIXe siècles
Costruzione del priorato
1981
Creazione del museo
1996
Etichetta Ethnopole
1998
Fine dei restauri
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Aurélie Nemours - Artista di plastica Autore di vetro colorato viola contemporaneo (1998).

Origine e storia

Il Priorato di Notre-Dame-de-Salagon, costruito tra il XII e il XIX secolo vicino a Mane, è stato acquisito e restaurato dal dipartimento Alpes-de-Haute-Provence con l'aiuto del comune, della Regione e dello Stato. L'opera, completata nel 1998, includeva la posa di vetrate viola contemporanea firmata Aurélie Nemours. Questo sito archeologico e religioso, classificato come Monumento Storico, è sede dal 1981 al museo etnologico di Haute-Provence, iniziato dal movimento Alpes de Lumière. Le sue collezioni, composte da donazioni e collezioni locali, illustrano il know-how rurale, gli strumenti e gli stili di vita dal XX secolo al presente, in un raggio superiore ai limiti dipartimentali.

Il Museo Salagon, gestito dal Consiglio Dipartimentale, è noto per la sua ricerca etnobotana e giardini educativi organizzati secondo gli usi storici delle piante. Questi spazi, sia vegetali che mediatori, esplorano i legami tra le società umane e il loro ambiente. Nel 1996, l'istituzione ha ottenuto l'etichetta "Ethnopole" del Ministero della Cultura, sottolineando il suo ruolo unificante nello studio della conoscenza tradizionale. Il museo lavora con accademici, associazioni locali e ricercatori dilettanti per arricchire i suoi fondi e programmi.

L'antica abbazia benedettina, trasformata in polo culturale, conserva anche una dimensione artistica: le moderne vetrate dialogano con l'architettura medievale, mentre le mostre combinano oggetti di uso quotidiano (utensili agricoli, artigianato) e riflessioni sulla memoria collettiva. Le collezioni, in costante evoluzione grazie alle donazioni degli abitanti, coprono vari temi, dall'agricoltura alle credenze popolari, alle tecniche artigianali. Salagon è quindi posizionato come luogo di vita, al crocevia del patrimonio materiale e immateriale.

Collegamenti esterni

Condizioni di visita

  • Téléphone : 04 92 75 70 50