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Castello Boulard à Biarritz dans les Pyrénées-Atlantiques

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château de style néo-Renaissance
Pyrénées-Atlantiques

Castello Boulard

    Avenue du Château
    64200 Biarritz
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Château Boulard
Crédit photo : Laurentb64 - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1872
Procurazione della terra
1872–1881
Costruzione del castello
1930–1974
Notre-Dame de Sion College
29 octobre 1975
Classificazione MH
2015
Acquisizione attuale
2016–2017
Restauro importante
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti: iscrizione per ordine del 29 ottobre 1975

Dati chiave

Joseph Louis Duc - Architetto capo Designer del castello, Gran Premio di Roma.
François Roux - Collaborazione architetto Completata la costruzione dopo il 1879.
Charles Boulart - Sponsor Padrone dei Forgi e vice dei Landes.
Eugène Oudinot de la Faverie - Vetreria master Autore del trittico e della vetrata (1871).
Tony Robert-Fleury - Pittore Autore di cartucce mitologiche (scoperte nel 2016).
Marthe Darricau - Moglie di Charles Boulart Figlia dell'intendente di Napoleone III.

Origine e storia

Lo Château Boulard, originariamente chiamato Villa a Biarritz e poi Folies Boulart dai locali, fu costruito tra il 1872 e il 1881 su un appezzamento di cinque ettari acquistato da Charles Boulart, maestro dei forgi e vice dei Landes. Progettato da Joseph Louis Duc, noto architetto del Palais de Justice de Paris e vincitore del Gran Premio di Roma, il progetto combina l'eclettismo architettonico, combinando motivi rinascimentali (fronti triangolari, mascarons) e elementi mediterranei (loggia, torre ottagonale). Duc, morto nel 1879 prima del completamento delle opere, fu relè dal suo collaboratore François Roux, che guidò il progetto a lungo termine integrando innovazioni come un riscaldamento centralizzato ad aria calda o un ascensore.

La villa incarna il fascista dell'alta borghesia imperiale: Charles Boulart, genero dell'intendente di Napoleone III, Charles Darricau e nipote dell'alleanza del generale Augustin Darricau, riceve l'élite europea. Il castello, con un atrio in marmo otto colonne, una scala a doppia rivoluzione decorata con ferro da drago, e una cupola italiana illuminata da vetrate firmate Eugène Oudinot de la Faverie (1871), simboleggia il lusso tecnologico e artistico del periodo. I mosaici friulani, i marmi di 34 diverse cave, e i dipinti mitologici di Tony Robert-Fleury (scoperti nel 2016) testimoniano un mecenate esigente.

Trasformata in un college dall'istituzione Notre-Dame de Sion dal 1930 al 1974, la tenuta — inizialmente cinque ettari — è stata gradualmente frammentata. Elencato all'Inventory of Historic Monuments nel 1975 per le sue facciate e i suoi tetti, il castello è stato acquisito nel 2015 da Pierre e Brigitte Delalonde, che ha intrapreso un restauro approfondito: sdoganamento delle cartucce del Grand Salon, restauro di vetrate e mosaici, e ricostruzione degli elementi di tetto mancanti. Oggi, rimane unicum di architettura eclettica francese, segnato dalla sua storia familiare e prestigiosi inquilini, come lo storico J.E. Courtenay Bodley (amico di Oscar Wilde) o l'ambasciatore americano John G.A. Leishman.

L'edificio illustra anche l'ascesa di Biarritz come località balneare mondana, guidata dall'imperatrice Eugénie. Napoleone III aveva costruito la Villa Eugénie (distrutta nel 1903), attirando teste e artisti coronati. Il Castello di Boulard, con la sua vista a 360°, fa parte di questa tradizione di residenze eccezionali, combinando intimità familiare e accoglienza di personalità, come il re Oscar II di Svezia o il re Edoardo VII d'Inghilterra, invitato da inquilini successivi.

Architettonicamente, la villa si distingue per il suo piano quadrato asimmetrico, ritmico da proiezioni (bow-window, torre rotonda con una cupola), e il suo portico neorinascimentale che si apre su una scala a volta. Il trittico smaltato in trompe-l'oeil, che rappresenta un giardino trellising, e le vetrate della cupola — ispirate alla pelle tagliata medievale — sottolineano l'influenza di Oudinot de la Faverie, maestro vetraio premiato alla Mostra Universale del 1878. Gli annessi ( stalle, teatro, guardia) hanno completato una tenuta progettata per combinare il comfort moderno (rifornitori, serbatoio sotterraneo) e la rappresentanza sociale.

Il recente restauro ha rivelato elementi nascosti, come le sculture delle truffe del frontone settentrionale o le quattro tele mitologiche del soffitto del Grand Salon, attribuite a Tony Robert-Fleury. Queste scoperte, insieme all'eccezionale conservazione dei mosaici (dissimulati fino al 1987) e dei marmi, confermano il valore del patrimonio del sito. Il castello, ora di proprietà privata, perpetua il suo ruolo di testimone dell'età del biarrois, tra il patrimonio industriale (i Castets des Boulart forges) e l'influenza culturale.

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