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Castello di Decize dans la Nièvre

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Nièvre

Castello di Decize

    16-18 Rue Paul Bert
    58300 Decize
Château de Decize
Château de Decize
Château de Decize
Château de Decize
Château de Decize
Crédit photo : Chau7 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Fin XIe siècle
Primo ingresso archiviato
XIIe siècle
Costruzione di dungeon
XIVe–XVe siècles
Variazioni difensive e residenziali
XVIe siècle
Rearticulation dell'alloggiamento
1778
Vendita e demolizione
14 septembre 1932
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello: iscrizione per decreto del 14 settembre 1932

Dati chiave

Mahaut de Courtenay - Contessa di Nevers Sponsor di opere del XIII secolo.
Jean Tristan - Figlio di San Luigi Soggiorna al castello nel XIII secolo.
Philippe le Hardi - Duca di Borgogna Abbellimenti nel XIV secolo.
Bonne d’Artois - Vedova di Filippo II Opere nel XV secolo.
Marie d’Albret - Aristocra Residente nel XVI secolo.
Jules Barbon Mancini-Mazarini - Ultimo Duca di Nivernais Venditore del castello nel 1778.

Origine e storia

Decize Castello, situato sulle alture della città nell'ex provincia di Nivernais, trova le sue origini in un sito occupato fin dai tempi antichi, come testimoniato dai resti di un tempio gallo-romano ancora visibile. Il primo record archiviato risale alla fine dell'XI secolo, segnando l'inizio di un'occupazione seigneuriale in corso. Questo castello era una residenza privilegiata dei Conti e dei Duchi di Nevers, in evoluzione nel corso dei secoli tra fortezza militare e residenza aristocratica.

Nel XII secolo, la costruzione della dungeon a forma di eperone e del "vecchio castello" (sistemi di orientamento e difensiva) segnarono una prima grande campagna. I secoli XIII e XIV videro la rimodellazione delle aperture di tiro e l'aggiunta di camicie intorno alle pareti per modernizzare le difese mentre espandevano le finestre delle case. Questi cambiamenti riflettono l'adattamento del castello alle esigenze residenziali e strategiche dei suoi occupanti, come Mahaut de Courtenay o Philippe le Hardi.

I secoli XV e XVI hanno portato profondi cambiamenti: la retrospettiva delle case intorno a una monumentale scala circolare e galleria coperta, simboli di maggior comfort. Il castello, venduto nel 1778 dall'ultimo duca di Nivernais, Jules Barbon Mancini-Mazarini, fu poi smantellato in pietra. I suoi materiali, contrassegnati con segni lapidari, sono utilizzati per costruire parte della città. Oggi, solo i primi livelli della casa e la dungeon rimangono in parte, classificati come monumento storico dal 1932.

Gli archivi dipartimentali rivelano la ricchezza passata del castello, con testimonianze di opere (1357–1405) camere, torri, pontili, cucine e persino una stampa. Questi documenti illustrano una vita seigneuriale attiva, tra abbellimenti e riparazioni, anche se la loro esatta posizione nelle rovine attuali è spesso incerta. Il riutilizzo sistematico delle pietre nel XVIII secolo spiega in parte lo stato frammentario dei resti.

Tra le figure importanti legate al castello ci sono Giovanni Tristan (figlio di San Luigi), Luigi II di Maële, o Bonne d'Artois, che ha lasciato il segno su di esso da opere o soggiorni. Maria di Albret e i Mancini-Mazarini, nel XVII e XVIII secolo, perpetuano questa tradizione di lussuosa residenza secondaria, prima del suo definitivo declino. L'attuale gazebo, costruito sulle rovine, offre una vista panoramica della Loira e della città, richiamando il suo passato strategico.

La demolizione sistematica dopo il 1778 cancella gran parte dell'edificio, ma i segni dei tasker (lettere, figure, simboli) incisi sulle pietre usate in Decize testimoniano ancora la sua storia. Questi segni, alfabetici (M, W, V) o geometrici (anchors, croci), sono stati utilizzati sia per posa e per identificare gli artigiani. Oggi costituiscono un patrimonio immateriale legato al materiale rimane ancora visibile.

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