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Castello di La Boétie à Sarlat-la-Canéda en Dordogne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Dordogne

Castello di La Boétie

    D46 Route de Vitrac
    24200 Sarlat-la-Canéda
Château de La Boétie
Château de La Boétie
Crédit photo : Michel Chanaud - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1451/1452
Acquisto di Cluzel mill
18 août 1563
Morte di Stephen de La Boétie
1589
Fuoco durante le guerre di religione
4e quart XVIe siècle
Costruzione dell'attuale castello
12 juin 1948
Prima registrazione Monumento storico
26 novembre 1998
Estensione della protezione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello: iscrizione per ordine del 6 dicembre 1948 - Terrasse du château, colomba, mulino e bief (Box BV 12; DT 32): iscrizione per decreto del 26 novembre 1998

Dati chiave

Guillaume Boyt (mort en 1467) - Nonno di Stephen de La Boétie Compratore del mulino di Cluzel nel 1451.
Raymond Boyt (mort avant 1499) - Padre di Antoine de La Boétie Probabile costruttore del primo castello.
Antoine de La Boétie (mort après 1540) - Tenente del Sénéchal du Périgord Per prima cosa porta il nome *La Boétie*.
Étienne de La Boétie (1530–1563) - Consigliere al Parlamento di Bordeaux Amico di Montaigne, ha trascorso la sua infanzia lì.
Anne de La Boétie - Sorella ed erede di Stefano Manda il castello a suo figlio Berthomieu.
Léonard Selves (vivant en 1580) - Bourgeois de Sarlat Testimonianza della ricostruzione precoce.

Origine e storia

Il castello di La Boétie è una casa forte costruita nel IV trimestre del XVI secolo, nel comune di Sarlat-la-Canéda (Dordogne, Nouvelle-Aquitaine). Situato vicino alla strada Vitrac, sostituisce un primo castello probabilmente costruito da Raymond Boyt (morte prima del 1499), nonno di Stephen de La Boétie. Questo sito, originariamente legato ad un mulino (Cluzel mill, rinominato mulino di La Boytie nel 1451), divenne un seigneury familiare segnato da alleanze con le élite locali, come il Calvimont o il Roffignac.

La famiglia Boyt (o Boytia), mercanti borghesi e sarlat, acquisì gradualmente terreno intorno alla cosiddetta La Boétie. Antoine de La Boétie (morì dopo il 1540), il primo a portare questo nome, era tenente del Sénéchal du Périgord e sposò Philippe de Calvimont, figlia di un presidente del Parlamento di Bordeaux. Il loro figlio, Étienne de La Boétie (1530-168), trascorse la sua infanzia prima di diventare consigliere del Parlamento di Bordeaux e di un amico di Montaigne. Quando morì, sua sorella Anne ereditò il castello e lo trasmise a suo figlio, Berthomieu Le Bigot.

Il castello fu bruciato nel 1589 durante le guerre di religione, e ricostruito in fretta su un piano rettangolare con due torri rotonde (tra cui una con scala a vite) e un tetto di lauze. Le fonti indicano la sua muratura rustica e un ingresso disentangled alla facciata nord, segno di rapida ricostruzione. La tenuta comprende anche una colomba circolare e il mulino di La Boétie, menzionato nel 1507, con le sue ruote orizzontali ancora visibili. Il sito, classificato come monumento storico nel 1948 (castello) e 1998 (terrazza, piccione, mulino), passa nelle mani di famiglie nobili come il Roffignac, i Veyssières de Puylebreuil, o il Monzie de Lasserre, prima di essere posseduto da Gérard du Barry nel XIX secolo.

Gli archivi rivelano tensioni locali durante la Lega del XVI secolo, dove il castello, simbolo del potere, è ambito. Léonard Selves, un borghese sarlat, annotò nel 1580 che la sua ricostruzione fu effettuata in condizioni detestabili di solidità. Nel XVII secolo, Gabrielle de Roffignac (figlia dei proprietari) sposò Jean de Carbonnier, perpetuando l'ancora aristocratica della tenuta. Il castello illustra così l'evoluzione di una forte casa medievale in residenza signorile, caratterizzata da conflitti religiosi e strategie coniugali.

Il sito conserva elementi difensivi (visite, posizione elevata) integrando funzioni agricole (moulina, colomba), tipiche delle case fortificate del Périgord. Le lauze (pietre piatte locali) e la disposizione dei camini nelle cavità riflettono le tecniche costruttive regionali. Oggi, il castello, anche se privato, rimane una testimonianza della storia sociale e politica della Dordogna, tra borghesia mercantile, nobiltà di veste e patrimonio protestante.

Le fonti storiche (bulletins of the Perigord Archaeological Society, family archives) evidenziano il suo ruolo nella memoria locale, in particolare attraverso la figura di Stephen de La Boétie, i cui scritti sulla servitù volontaria risuonano con la tormentata storia del monumento. Le iscrizioni nei monumenti storici (1948, 1998) proteggono un complesso architettonico e paesaggistico (terrazza, bief du moulin) rappresentante del patrimonio rurale dell'Aquitania.

Collegamenti esterni