Crédit photo : Arnaud Fafournoux - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
600 av. J.-C.
500 av. J.-C.
0
…
1900
2000
VIe siècle av. J.-C.
Fondazione Lattara
Fondazione Lattara VIe siècle av. J.-C. (≈ 551 av. J.-C.)
Case in pietra incinte e costruito.
1963
Alla scoperta del sito
Alla scoperta del sito 1963 (≈ 1963)
Adolescenti campani trovati dagli scolari.
1964
I primi scavi
I primi scavi 1964 (≈ 1964)
Campagna guidata da Henri Prades.
1983
Ricerca programmata
Ricerca programmata 1983 (≈ 1983)
Inizia la ricerca diretta da Py e Garcia.
2003
Monumento storico
Monumento storico 2003 (≈ 2003)
Protezione completa del sito.
2006
Trasferimento di gestione
Trasferimento di gestione 2006 (≈ 2006)
Sito affidato a Montpellier Métropole.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
L'intero sito archeologico (Casi DZ 1, 2, 25, 77, 79, 96 a 98): iscrizione per ordine del 28 febbraio 2003
Dati chiave
Henri Prades - Istruttore e archeologo
Diretto i primi scavi nel 1964.
Michel Py - Direttore della Ricerca presso il CNRS
Scavi co-diretti dal 1983.
Dominique Garcia - Professore di Università
Scavi co-diretti dal 1983.
Origine e storia
Il sito archeologico di Lattara, situato a Lattes (Occitanie), corrisponde ad un'antica città portuale menzionata da autori latini come Pomponius Mela e Pline il Vecchio. Il sito fu scoperto nel 1963 da due ragazzi della scuola che avevano trovato teasse di ceramica campagnola e fu ricercato nel 1964 sotto la direzione di Henri Prades, insegnante e archeologo. Il suo nome gallico, Latera, evoca un luogo vicino alle paludi o al fiume, riflettendo il suo insediamento lagunare.
La fondazione di Lattara risale al VI secolo a.C., con un recinto in pietra e case, suggerendo un'influenza etrusca nella sua urbanizzazione. La Graffite in lingua etrusca, unica in Francia, è stata scoperta lì. La città ha sperimentato una grande espansione nel IV-III secolo a.C. sotto il controllo di Marsiglia, poi nel II secolo a.C., raggiungendo 20 ettari. Il suo porto lagunare, adattato al commercio mediterraneo, ospitava aziende artigianali (fornitori, carpentieri navali).
Gli scavi dal 1983, guidati da Michel Py (CNRS) e Dominique Garcia, hanno rivelato un habitat protostorico organizzato nei quartieri, con case interne a corte riservate all'élite. Una necropoli dell'Impero superiore (171 sepolture) e magazzini romani vicino al porto testimoniano il suo dinamismo economico. Il sito, classificato come Monumento Storico nel 2003, ospita ora un museo gestito dalla comunità di Montpellier, valutando 60 anni di ricerca archeologica.
L'importanza di Lattara risiede nel suo ruolo di crocevia culturale tra Galli, Etruschi, Greci e Romani. Gli oggetti scoperti (mobili, epigrafie) e le strutture portuali (potoni su palafitte) illustrano il suo adattamento all'ambiente lagunare. Il museo espone questi resti, mentre i cantieri scolastici internazionali (università di Barcellona, Chicago, Napoli) perpetuano gli scavi, rendendo Lattara un riferimento per l'archeologia mediterranea.
Il toponimo Lattara (del Gaulese are-latis, "di fronte alle paludi") riflette il suo ambiente originario, segnato da stagni oggi ridotti. Le prime tracce di occupazione risalgono al Neolitico medio, con un recupero al bronzo finale prima della fondazione urbana. L'abbandono parziale delle fortificazioni nell'alto Impero e l'oleodotto di Lez segnano la sua evoluzione sotto il dominio romano, anche se sono stati identificati pochi monumenti pubblici tipici.
Oggi, il complesso archeologico combina ricerca (CNRS, università) e mediazione, con ricostruzioni e mostre temporanee. La gestione di Montpellier Métropole dal 2006 ha aumentato il suo sviluppo, evidenziando il suo status di più grande sito archeologico del Midi de la France. Pubblicazioni scientifiche (riviste Lattara, opere di Michel Py) e risorse online (Lattara.net) documentano la sua storia, dagli scambi etruschi all'integrazione romana.
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