Il sito archeologico di Brandes, situato ad un'altitudine di 1.800 metri vicino all'Alpe d'Huez nel Massiccio des Grandes Rousses (Isère), è un borgo minerario medievale operato tra il XII e il XIV secolo. L'uomo estrasse la galena d'argento, una risorsa chiave per i delfini di Vienna, fino a quando il sito fu abbandonato nel 1330 dopo l'alluvione delle gallerie. Classificato un monumento storico nel 1995, è un testamento di innovazioni tecnologiche come le fette ripiene e i percorsi di schlitting, rivelati da scavi continui dal 1977.
Il villaggio comprendeva un castello, una chiesa parrocchiale con cimitero, circa 80 case e distretti industriali dedicati all'estrazione, alla frantumazione, alla macinazione e al lavaggio del minerale. Questo coron medievale, unico in Europa dal suo stato di conservazione, fu utilizzato anche per finanziare progetti come la collegiata Saint-André de Grenoble (1228), sponsorizzata da André Dauphin de Bourgogne. Un oratorio fu eretto alla fine del XIX secolo sui resti della chiesa.
L'operazione si estendeva da Gua (Valle Sarenne) al Lago Bianco, con sofisticati impianti idraulici per la lavorazione del minerale. Il sito, liberamente accessibile al pubblico, offre visite guidate organizzate dal comune di Huez. La ricerca del CNRS ha messo in evidenza un'avanzata padronanza delle tecniche minerarie e idrauliche, nonché un antico forte che protegge una via romana, anche se questa precedente occupazione rimane meno documentata.
Gli scavi hanno rivelato tracce di estrazione di rame dell'età del bronzo, anche se questa informazione è considerata dubbiosa dalle fonti. Il sito, di proprietà del comune, è protetto da diversi decreti di classificazione (1993, 1995, 2014) che coprono rovine, gallerie e impianti industriali. Il suo approfondito studio ha portato a pubblicazioni scientifiche, tra cui Brandes-en-Oisans. La miniera d'argento dei Dauphins (1994) e la così curiosa storia delle miniere di Brande (2015).
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