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Sito della necropoli di Peré (o Pairé) dans les Deux-Sèvres

Deux-Sèvres

Sito della necropoli di Peré (o Pairé)

    D53
    79360 Plaine-d'Argenson
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Site de la nécropole de Péré ou Pairé
Crédit photo : Esprit Fugace - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
entre 4460 et 4160 av. J.-C.
Incontri del petto funerario (tumulus C, fase Ia)
entre 4450 et 3980 av. J.-C.
Incontri da Camera Megalitica (Tumulus C, Fase II)
1841
Primo ingresso scritto
1987
Sondaggi Turmulus B
1993
Registrazione per monumenti storici
1995–2000
Tumulus ricerca C
1er avril 2025
Posizione del sito completo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il sito della necropoli di Pere (o Pairé), in pieno, comprendente il tumulo A, B e C, compreso il Parcel n. 225, che appare nel prefisso cadastre 221 sezione K, il tutto situato al luogo noto come Pere (o Pairé) in Prisse-la-Charrière, come colorato in rosso sul piano allegato all'ordine: classificazione per ordine del 1 aprile 2025

Dati chiave

Claude Cathlin - Medico e archeologo Indagini condotte nel 1987 sul tumulo B.
Lary - Autore di una menzione nel 1841 Prima di evocare il sito sotto un nome errato.

Origine e storia

La necropoli di Peré (o Pairé) è una piccola necropoli neolitica situata nel dipartimento di Prisse-la-Charrière, Deux-Sèvres. Composto da tre tumulo (A, B e C), fu classificato come monumento storico per ordine del 1o aprile 2025. Il sito, menzionato nel 1841 sotto il nome erroneo del tumulo di Tesson, è posto su un leggero rilievo per esaltarne la visibilità. Il tumulo A e C portano tracce di estrazione di pietra, probabilmente per l'incroachment delle strade locali o l'alimentazione di un forno di calce sul lato sud del tumulo C.

Il tumulo A, ellittico e allungato (lunga 60 m), è il più imponente dei tre. A differenza di altri, sembra intatto, senza tracce di cavalleria. Il piccolo tumulo circolare B non ha rivelato alcuna camera di sepoltura durante le indagini del 1987 condotte dal Dr. Claude Catthlin. La sua origine potrebbe essere legata a detriti da un antico scavo del tumulo C. Quest'ultimo, il più lungo (115 m prima dello scavo), è stato parzialmente danneggiato da campioni di pietra ma rimane ben conservato, protetto dal suo ambiente boschivo.

Il tumulo C rivela una costruzione complessa in tre fasi (Ia, Ib e II). La fase Corrisponde a un torace funerario in orthostats, contenente i resti di almeno tre individui datati tra il 4460 e il 4160 a.C., accompagnati da una cornice trapezoidale e da una coscia fibrolitica. Fase Ib aggiunge una massa di terra gialla travestita di pietre, portando la lunghezza del monumento a 23 m. La fase II eresse un lungo tumulo trapezoidale (100 m) con una camera megalitica sotto forma di "q", dove furono scoperte le ossa di cinque individui, tra cui due bambini, datate tra il 4450 e il 3980 a.C.

Gli oggetti funerari associati (vaso-supporto, coscia fibrolitica, ciondolo, braccialetto di roccia verde) attestano una sepoltura collettiva del Neolitico medio, senza successivo riutilizzo. La struttura del tumulo C, con i suoi doppi rifiniture e la sua rete cellulare interna, ricorda quella di altri lunghi tumuli europei (Barnenez, Carnac, Colombiers-sur-Seulles). Questi monumenti, forse ispirati alle lunghe case neolitiche, illustrano la diversità architettonica delle sepolture collettive del periodo.

Il sito, registrato nel 1993 e classificato nel 2025, si trova nel sito noto come Peré (o Pairé), sulla trama catastrale n°225 (sezione K). Il suo nome potrebbe derivare dal termine pietra, evocando una cava antica o un consolidamento di pendenza (percosso). Le terre calcaree favorirono un'eccezionale conservazione delle ossa, offrendo una rara testimonianza delle pratiche funerarie e sociali del neolitico in Nuova Aquitania.

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