Nave di risanamento e coro 1988-1989 (≈ 1989)
Maggiore lavoro interno.
1994
Restauro della torre
Restauro della torre 1994 (≈ 1994)
Elevazioni esterne e tetto.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Clocher (tour): per ordine del 5 aprile 1895
Dati chiave
Abbé Vetter - Curé of Urschenheim (1946-1955)
Iniziatore di restauro contemporaneo.
Léon Zack - Artista di plastica
Autore vetrate, mobili e decorazioni (1950).
Origine e storia
La chiesa di San Giorgio di Urschenheim, situata nell'Alto Reno, ha le sue origini alla fine del XII secolo con la costruzione di una cappella con una navata unica e una torre. Questo primo edificio romanico aveva affreschi e baie geminous caratteristiche del periodo. Poco modificata fino al XVIII secolo, subì una possibile ricostruzione parziale della navata nel 1760, prima di diventare chiesa parrocchiale all'inizio del XIX secolo, di fronte alla crescita della comunità religiosa.
Nel 1840 fu lanciato un progetto di espansione: solo la torre romanica fu conservata, mentre venne costruita una nuova navata e un coro semicircolare, completata nel 1842. Ranked un monumento storico nel 1895, la chiesa fu gravemente danneggiata durante un bombardamento nel 1945, distruggendo le sue vetrate. Il suo restauro negli anni '50, guidato da Abbé Vetter e artista Léon Zack, segna un punto di svolta estetico con l'adozione di uno stile contemporaneo, creando tensioni locali.
La torre, simbolo dell'edificio, conserva quattro livelli romanici, tra cui il piano terra a volta ornato da capitelli cubici e affreschi. Il terzo livello ha baie gelatinate al centro della pelle, tipiche del XII secolo. Ristrutturazioni successive (1988-1989 per la navata, 1994 per la torre) conservarono questo patrimonio, integrando elementi moderni come le finestre geometriche di Léon Zack (1957) o l'antipendio del coro.
L'arredamento attuale riflette questa dualità storica: l'altare antico, spogliato del suo arredamento originale, è sovrastato da una tela Zack contemporanea raffigurante l'Ascensione. Due pietre incise con le effigie di Saint Arbogast e Saint Odile, opere di Zack, inquadrano il coro. Queste scelte artistiche, imposte senza consultazione, cancellarono parte del patrimonio precedente, illustrando i dibattiti tra conservazione e modernizzazione.
I materiali della torre, composti da soffietti di arenaria e basalto probabilmente da Kaiserstuhl (Germania), testimoniano gli scambi regionali. Il muro di chiusura, datato 1793, e le tracce della ricostruzione del 1840 (costo 34,595 franchi) richiamano gli sviluppi amministrativi e religiosi del paese, dallo stato di una filiale di Widensolen a quello di una parrocchia indipendente nel 1804.
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