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Terreno di 362, 40 m2 contenente resti archeologici à Arles dans les Bouches-du-Rhône

Bouches-du-Rhône

Terreno di 362, 40 m2 contenente resti archeologici

    7 Rue Robespierre
    13200 Arles
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
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Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Terrain de 362, 40 m2 contenant des vestiges archéologiques
Crédit photo : Marianne Casamance - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
100
200
300
400
1900
2000
70–50 av. J.-C.
Costruzione del domus
Fin IIe siècle apr. J.-C.
Mosaico dell'Aion
IIIe siècle apr. J.-C.
Distruzione e abbandono
21 octobre 1953
Monumento storico
1978
Acquisizione dal Comune di Arles
2019
Fine degli scavi
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Terreno di 362, 40 m2 contenente resti archeologici, tra le strade di Four-Banal e Cuiratiers: iscrizione per ordine del 21 ottobre 1953

Dati chiave

Marie-Pierre Rothé - Archeologo, capo degli scavi Operazioni dirette per CD13-MDAA.
Julien Boislève - Toichografo, co-responsabile Specialista in murales (Inrap).
Alain Genot - Archeologo, responsabile Collabora in scavi (CD13-MDAA).

Origine e storia

Il sito archeologico della Verrerie de Trinquetaille, acquisito dalla Città di Arles nel 1978, è stato oggetto di scavi dal 1980 e dal 2013 in poi dal Museo del Dipartimento di Antiche Arles e INRAP. Questa ricerca portò alla luce abitazioni risalenti al I secolo a.C. al III secolo a.C., tra cui un domus romano dalla metà del I secolo a.C., ornato da decorazioni dipinte del II stile di zucca, raro in Gallia. La qualità degli affreschi, come quello di un arpista su fondo vermilionario, suggerisce l'intervento degli artigiani italiani per un facile sponsor.

Il domus parzialmente scavato (105 m2) comprendeva un atrio con impluvium, camere con pavimenti decorati (intarsiato cemento, mosaici) e impianti di riscaldamento ipocausto. Un grande mosaico, l'Aion (fine II secolo), ora esposto al museo dipartimentale, simboleggia il rinnovamento delle stagioni. Il sito, classificato come Monumento Storico nel 1953, fu abbandonato dopo una violenta distruzione nel III secolo. Gli scavi, chiusi nel 2019, hanno dato il via ad un terzo luogo culturale incentrato sull'eco-responsabilità e la valorizzazione del patrimonio.

I resti attestano un'occupazione romana continua, segnata da lussuose residenze (battini marmosi, fontane) che riflettono l'alto stato sociale dei loro proprietari. La posizione sulla riva destra del Rodano, nell'antico arelato, conferma l'importanza strategica ed economica di Arles durante l'antichità. Il sito illustra anche gli scambi culturali tra Roma e le province, attraverso tecniche artistiche importate, come gli affreschi di zucca. Oggi, i progetti di recupero del giardino e del paesaggio di 4.000 m2 integrano questo patrimonio nella vita contemporanea.

Il capo degli scavi, Marie-Pierre Rothe (archeologo, CD13-MDAA), ha condotto le operazioni con Julien Boislève (toichologist, Inrap) e Alain Genot (archaeologo, CD13-MDAA). Il loro lavoro ha documentato elementi architettonici unici, come piastrelle decorate con palmette o i pavimenti in argilla dell'atrio galleria. Queste scoperte fanno luce sugli stili di vita delle élite Arlesian, tra influenze italiane e adattamenti locali.

La classificazione del 1953 protegge un appezzamento di 362,40 m2 tra le strade dei Four-Banal e Cuiratiers, ora gestito dall'associazione Verso un terzo posto nei paesi di Arles. Questo progetto combina la conservazione del patrimonio e l'innovazione sociale, trasformando un sito archeologico in un luogo di incontro intorno a beni materiali e immateriali. L'indirizzo approssimativo (9 Robespierre Street) sarebbe situato in una zona storica, anche se l'accuratezza geografica rimane limitata (livello 5/10 secondo Monumentum).

Collegamenti esterni