Costruzione di un vialetto coperto 3200-2200 av. J.-C. (≈ 2700 av. J.-C.)
Incontri da scavi archeologici (1990)
16 août 1973
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 16 août 1973 (≈ 1973)
Protezione degli edifici
années 1990
Ricerca e restauro
Ricerca e restauro années 1990 (≈ 1990)
Aggiornamento di Campaniform Ceramics
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen dit la Table au Diable (cfr G 51): classificazione per decreto del 16 agosto 1973
Dati chiave
Antoine Chancerel - Archeologo
Studiato e pubblicato sul sito (2007, 1990)
Léon Coutil - Storico locale
Inventory of Orne megaliths (1926)
Origine e storia
La Table au Diable è un vialetto coperto megalitico situato in Passais Villages, dipartimento Orne, Normandia. Tra il 3200 e il 2200 a.C., grazie agli scavi effettuati negli anni '90, appartiene al recente neolitico. Questo monumento funerario, orientato est-ovest, è costituito da una camera lunga 12 m delimitata da dolerite orthostates, circondato da un granito ovoide cairn. Gli archeologi hanno scoperto un arredamento modesto: strumenti flint (lame, fotogrammi freccia, raschietti), tra cui tre oggetti flint di Grand-Pressigny, così come ceramica grossolana e una coppa campaniforme.
L'edificio è stato restaurato negli anni '90, consolidando la sua struttura monumentale. Classificato come monumenti storici dal 16 agosto 1973, illustra l'architettura funeraria collettiva del neolitico. Circa dieci tradizioni orali locali rimangono associate a questo sito, riflettendo la sua importanza nel folklore regionale. Gli studi pubblicati, in particolare di Antoine Chancerel e Léon Coutil, documentano il suo ruolo nelle pratiche sepolcrali dell'epoca.
Il sito si distingue per l'imponente peristalito in facciata, costituito da grandi blocchi di granito. Le ceramiche campaniformi presenti in loco confermano il suo utilizzo durante l'ultimo periodo neolitico, segnato dalla crescita dell'agricoltura e delle società sedentarie. Anche se i mobili funerari sono scarse, offre una preziosa testimonianza agli scambi culturali (silex du Grand-Pressigny) e ai rituali mortuari di quel tempo.
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