Costruzione della torre fin XVIe siècle (≈ 1695)
Costruito per la pesca corallina e la difesa costiera.
début XVIIIe siècle
Miglioramento del ruolo strategico
Miglioramento del ruolo strategico début XVIIIe siècle (≈ 1804)
Posto avanzato della cittadella di Bonifacio.
24 janvier 1995
Monumento storico
Monumento storico 24 janvier 1995 (≈ 1995)
Registrazione ufficiale con decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Tondo (causa D 482): iscrizione per ordine del 24 gennaio 1995
Dati chiave
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Origine e storia
La torre genovese del Caldarello, situata sulla costa occidentale della baia di Figari, risale alla fine del XVI secolo. Costruito in granito secondo un piano circolare, fa parte della rete di torri costiere costruite dai Genovesi per monitorare le coste e sviluppare la pesca corallina. La sua architettura si distingue per l'assenza di mâchicoulis tradizionale, compensata da un tratto difensivo sopra la porta d'ingresso, situato a sud.
All'inizio del XVIII secolo, la torre ha svolto un ruolo strategico come post avanzato della cittadella di Bonifacio, rafforzando la protezione della regione. All'interno, uno spazio diviso in due livelli ospitava un camino, un serbatoio al piano terra, e un accesso scala al secondo piano. L'uscita dalla scala, protetta da un guaritore, e i merloni trafitti da assassini quadrati riflettono il suo uso militare.
Nel 1995 è stato classificato un monumento storico, la torre inizialmente dipendeva dalla giurisdizione di Bonifacio. Il suo notevole stato di conservazione lo rende una testimonianza architettonica delle ambizioni genovesi in Corsica. Esso illustra anche l'adattamento delle fortificazioni costiere alle sfide economiche locali, come lo sfruttamento del corallo, e alle tensioni militari del tempo.
La città di Pianottoli-Caldarello, precedentemente chiamata Caldarello fino al 1921, fa parte di un territorio segnato dalla storia rurale e costiera. La torre, una proprietà comunitaria, è ora integrata in un paesaggio conservato, tra ambienti naturali e aree agricole, riflettendo l'equilibrio tra patrimonio storico e ambiente.
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