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Tour di Griset a Fréteval dans le Loir-et-Cher

Patrimoine classé
Fanum
Thermes gallo-romains

Tour di Griset a Fréteval

    L'Ormois
    41160 Fréteval
Proprietà privata
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Tour de Grisset à Fréteval
Crédit photo : sybarite48 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1849
Prima descrizione pubblicata
1948
Registrazione della cella
1964-1965
Ricerca termica
1991
Protezione dell'intero sito
1995
Record architettonico completo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Tour de Grisset (Box ZM 9b): iscrizione per ordine del 10 aprile 1948; Tutti i resti archeologici sepolti nella trama (ZM 9a): iscrizione per ordine del 21 ottobre 1991

Dati chiave

Michel Provost - Archeologo Autore di un'ipotesi su un santuario dell'acqua (1988).
Christian Cribellier - Specialista in agglomerati antichi Propone l'ipotesi di un agglomerato secondario (1999).
Claude Leymarios - Ricerca del sito principale Contribuito agli studi degli anni '60.
Isabelle Fauduet - Archeologo Studiò i templi della tradizione celtica.

Origine e storia

La Torre Grisset è il vestigio della Cella d'A fanum (Tempio Gallino-romano) situato a Fréteval, Loir-et-Cher. Questo monumento, eccezionalmente ben conservato per un edificio probabilmente costruito nel II o III secolo, si distingue per la sua ancora intatta volta della culla e le sue pareti che raggiungono 8,60 m di altezza. Combina macerie locali e cotto architettonico, tipiche delle costruzioni gallo-romane adattate alle risorse disponibili. La cella, di dimensioni esterne 6.80 × 6.15 m, può essere stata circondata da una galleria periferica e un peribol, suggerito da tracce catastrali.

Gli scavi parziali effettuati negli anni '60 rivelarono un complesso termale adiacente e strutture indeterminate, evocando un piccolo agglomerato secondario (conciliabulum) o un centro di pellegrinaggio legato ad un santuario dell'acqua. Assunzioni diverge: Michel Provost (1988) favorisce un sito religioso con bagni termali, mentre Christian Cribellier (1999) lo vede come un agglomerato organizzato intorno al fanum. Le esplorazioni aeree degli anni '70 confermarono la presenza di altri edifici, due dei quali avrebbero potuto essere collegati da un portico, e una vicina via antica tra Le Mans e Orléans.

La torre è stata elencata come monumenti storici nel 1948 per la sua cella, e poi l'intero sito archeologico è stato protetto nel 1991. La ricerca, limitata da vincoli di terra (livello del terreno nel 1965) e l'assenza di scavi esaustivi, lascia aperte molte domande. Tra i manufatti scoperti, gli oggetti originariamente interpretati come pesons tessitura sono stati rivalutati in elementi correlati agli ipocausti termici. Il sito, situato nell'antica Civitas des Carnutes, illustra l'adattamento delle pratiche romane ai contesti locali, mescolando il culto, il termismo e forse l'artigianato (potterio).

La storia degli studi del monumento iniziò nel 1849 con la sua prima descrizione pubblicata, seguita da osservazioni sparse nel XX secolo. Tuttavia, le campagne 1964-1965, interrotte prematuramente, documentarono parzialmente le terme. Nel 1995, un'indagine architettonica completa è stata effettuata come parte di un master in archeologia preventiva, completando i dati disponibili. Nonostante questi sforzi, l'assenza di scavi recenti e lo stato frammentario dei resti limitano la comprensione generale del sito, la cui natura esatta (santuario isolato o agglomerato) rimane in discussione.

Il fanum di Fréteval è unico nel suo notevole stato di conservazione per la Gallia settentrionale, dove pochi templi gallo-romani conservano le loro volte. La sua attrezzatura, alternando flint e mattoni, riflette un'economia materiale tipica delle costruzioni provinciali. La cella, illuminata da tre aperture rettangolari, avrebbe potuto integrare modelli geometrici colorati, come attestato altrove (ad esempio, tempio Cherré a Sarthe). La sua posizione, a 1 km dal Loir e vicino alla via antica, rafforza l'ipotesi di un ruolo centrale in una rete regionale, religiosa, termica o artigianale.

Collegamenti esterni