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Torre genovese del Sacro à Brando en Haute-corse

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Tour
Tour génoise
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Tour génoise de Sacro
Crédit photo : Pierre Bona - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
2000
XIVe siècle
Costruzione della torre
XVe–XVIe siècles
Un picco del sistema torre
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Parte di una parete situata a sud della navata della cappella che sostiene affreschi raffiguranti una Santa-Catherina e un Cristo monumentale (Box B 143): classificazione per decreto del 20 settembre 1958

Dati chiave

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Origine e storia

La torre genovese del Sacro si trova alla fine di Capu Sagru, sotto l'attuale semaforo dello stesso nome. Faceva parte del sistema di difesa messo in atto dai genovesi nel XV secolo per proteggere le coste della Corsica dalle invasioni barbariche. Queste torri furono generalmente costruite a scapito dei pievi (divisioni amministrative religiose) o delle comunità locali, e servirono come torre di guardia e posta di segnalazione tra di loro.

La torre Sacro, ora in rovina, conserva solo una parte decisa della sua base. Elementi del piano superiore, crollato, ancora litter il terreno intorno all'edificio. La sua posizione strategica a Capo Sacro ha permesso di monitorare gran parte della costa orientale di Capo Corsica, tra Erbalunga a sud e Sisco a nord. Questa rete di torri, tra cui quelle di Erbalunga, Lavasina e Poretto, illustra lo sforzo militare genovese di controllare i movimenti marittimi e prevenire le incursioni.

Il contesto storico della sua costruzione fa parte di un periodo di tensione nel Mediterraneo, segnato da attacchi di pirati barbarici (compresi turchi e maghreb) sulle coste della Corsica. I genovesi, che avevano dominato la Corsica dal XIV secolo, rafforzarono gradualmente le loro difese costiere. La torre Sacro, anche se meno documentata di altre fortificazioni di Capo Corsica come quella di Erbalunga, testimonia questa strategia. Il suo abbandono e la sua rovina sono probabilmente dovuti all'evoluzione delle tecniche militari e alla riduzione delle minacce dopo il XVI secolo.

A differenza delle torri più conservate come quella di Erbalunga (XVI secolo, parzialmente ricostruita), la torre Sacro non ha beneficiato dei restauri. Il suo stato attuale non consente la precisa determinazione delle sue dimensioni originali o degli ambienti interni. Tuttavia, la sua posizione vicino al moderno semaforo sottolinea il suo ruolo storico come watchdog, prima che le tecnologie moderne rendono questi edifici obsoleti.

Le fonti disponibili, in particolare i riferimenti alla torre in studi sulle fortificazioni oche in Corsica (come quelli di Daniel Istria), confermano la sua appartenenza a questa rete difensiva. Nessuna menzione specifica è fatta di questa torre legata a grandi eventi militari, a differenza di altri siti di Capo Corsica come Erbalunga, teatro di conflitti tra fazioni locali e potenze straniere (francese, turco, genovese) nel XVI e XVII secolo.

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