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Due dolmen à Pont-Aven dans le Finistère

Finistère

Due dolmen

    8 Coat Luzuen
    29930 Pont-Aven
Deux dolmens
Deux dolmens
Crédit photo : Yann Gwilhoù - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1835
Primo ingresso scritto
1er octobre 1951
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Due dolmen, Nizon (cad. A 160): con decreto del 1° ottobre 1951

Dati chiave

Chevalier de Fréminville - Archeologo amatoriale Prima di menzionare dolmens (1835)
René-François Le Men - Storico locale Identificare un vicolo coperto (1876)
Paul du Châtellier - Archeologo Descrive due dolmen separati (1907)
Jean L'Helgouach - Preistoria Propone un'analisi strutturale (1965)

Origine e storia

I due dolmen di Pont-Aven, noto come il vialetto coperto di Coat Luzuen, furono menzionati nel 1835 dal Chevalier de Fréminville come "due dolmen posti uno accanto all'altro, perfettamente conservati". Questa descrizione iniziale ha portato a varie interpretazioni: R-F Le Men vede un vicolo coperto da cui è scomparsa una lastra centrale, mentre L. Flagelle e Paul du Châtellier, affidandosi a Fréminville, li descrivono come due dolmen distinti. Questa dualità si riflette nella loro classificazione come monumenti storici nel 1951 sotto il nome Due Dolmens, in Nizon.

L'edificio è composto da due parti con caratteristiche architettoniche contrastanti. A ovest, una camera lunga 5,65 metri, coperta da una lastra di granito monumentale (6,30 m × 3,40 m), è delimitata da otto pilastri, alcuni dei quali inclinano verso l'interno. Nell'est, una struttura più piccola (3,80 m × 1,40 m), coperta di lastre screpolate, potrebbe corrispondere a un vecchio dolmen, poi integrato in un ensemble più grande. Helgouach ipotizza un vialetto coperto la cui parte intermedia sarebbe scomparsa, mentre i dettagli come un pilastro o un altalena suggeriscono l'esistenza passata di un portico di ingresso.

I materiali utilizzati, esclusivamente granito grigio migmatizzato, e l'orientamento nord-ovest/sud-est del tutto evidenziano un design attento, tipico delle sepolture megalitiche armoniche. I dibattiti sulla natura esatta del monumento — un vicolo coperto rotto o una giustapposizione di due dolmen — riflettono la complessità delle pratiche funerarie neolitiche in Bretagna. Le fonti archeologiche, comprese le opere di Le Men (1876), Flagelle (1878), e Le Châtellier (1907), documentano queste interpretazioni successive, mentre gli scavi moderni (L-Helgouach, 1965) offrono ulteriori analisi strutturali.

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