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Villa Gallo-Romana, chiamata Fount da Roma a Fleury dans l'Aude

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Villa Gallo-Romaine

Villa Gallo-Romana, chiamata Fount da Roma a Fleury

    Le Bourg
    11560 Fleury
Proprietà privata
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Villa gallo-romaine, dite Fount de Rome à Fleury
Crédit photo : Lefoo - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1904
Primo segno
1966-1968
Scavi archeologici
30 juin 1970
Monumento storico
1984
Alla scoperta del negozio di ceramiche
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Villa gallo-romana, nota come Fount de Rome (vestiges) (casi da 34 a 36): classificazione per decreto del 30 giugno 1970

Dati chiave

J. Campardou - Scoperta del sito Segnala la villa nel 1904.
J. Fabre - Archeologo Dirige gli scavi (1966-1968).
André Lopez - Ricercatore Identifica le conchiglie nel 2018.
D. Orliac - Archeologo Scopri il negozio di ceramiche (1984).

Origine e storia

La villa gallo-romana chiamata Fount de Rome, situata a Fleury, Aude, Occitanie, è un edificio del secondo secolo (High Empire), segnalato per la prima volta nel 1904 da J. Campardou. Stunned tra il 1966 e il 1968 da J. Fabre, rivela mobili eterogenei e architettura notevole: le sue pareti, spesse di 0,60 metri in alcuni luoghi, incorporano una quantità eccezionale di conchiglie (Cardium, Tapes) nel loro mortaio, una tecnica rara in Linguadoca. Classificata come Monumento Storico nel 1970, la villa è composta da dieci camere su due terrazze, alcune delle quali presentano strutture originali come una colonna di mattoni discoidi o una sala abside concava.

La villa, abbandonata e invasa da una guarnigione mediterranea (Genèvrier cade, Ciste de Montpellier), non consegnò un sistema di tubazioni visibile, lasciando il suo approvvigionamento idrico misterioso. Tra i resti di mobili ci sono aghi ossei, monete (tra cui un denier di Manius Acilius, 54 a.C.) e ceramiche, ma senza mosaico o tessela. Nelle vicinanze, il laboratorio di un vasellame (scoperto nel 1984) è stato riferito legato alla villa, producendo piastrelle sigillate, mattoni e ceramiche, ora parzialmente conservate al museo di Ensérune.

Confronto con altri siti regionali, come la Villa de Vivios (Lespignan), sottolinea l'originalità di Fount de Rome: a differenza dei suoi vicini, le sue pareti non contengono fossili Miocene, ma conchiglie marine contemporanee di costruttori, probabilmente prese da una vicina spiaggia. Gli scavi, interrotti nel 1968 per motivi indeterminati, non hanno chiarito l'esatta funzione di alcune stanze, come la stanza con le "Croci Greche" o quella triangolare sostenuta dalla "A lato". Il sito rimane così una testimonianza enigmatica dell'occupazione romana a Narbonnaise.

Collegamenti esterni