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Villa Paul Poiret in Mézy-sur-Seine dans les Yvelines

Patrimoine classé
Maison d'architecte
Patrimoine de vilégiature
Villa
Yvelines

Villa Paul Poiret in Mézy-sur-Seine

    Le Bourg
    78250 Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Villa Paul Poiret à Mézy-sur-Seine
Crédit photo : Philippe de Chabot from Neuilly-sur-Seine, France - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1921-1923
Costruzione iniziale
1926
Fallimento di Paul Poiret
1930-1932
Completamento di Elvire Popesco
1984
Classificazione monumento storico
1989
Acquista di Sidney Nata
2008
Restauro importante
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'edificio principale, tra cui terrazze e gradini; facciate e tetti del padiglione della guardia (Box 1982 ZD 492): iscrizione per ordine del 21 dicembre 1984

Dati chiave

Paul Poiret - Couturier e sponsor Iniziatore del progetto, fallimento nel 1926.
Robert Mallet-Stevens - Architetto moderno Designer della villa, ispirata al purismo.
Elvire Popesco - Comedian e proprietario (1930-1985) Finire la villa con elementi Art Deco.
Paul Boyer - Architetto (1930) Modifica la villa per Popesco, nave di stile.
Jean-Michel Wilmotte - Restauro Architetto (2008) Guida la riabilitazione moderna.

Origine e storia

Villa Paul Poiret, conosciuta anche come Château de Mézy, fu costruita tra il 1921 e il 1923 dall'architetto Robert Mallet-Stevens per il designer Paul Poiret, una figura importante nella moda parigina. Ispirato al purismo di Le Corbusier, questo ambizioso progetto mira a creare una residenza futuristica in cemento, acciaio e vetro, con 800 m2 di spazio vitale e finestre alte 7 m. Il sito, scelto per la sua vista panoramica sulla Senna e la sua vicinanza al corpo olimpico dell'acqua dei Mureaux (luogo dei Giochi del 1900 e del 1924), simboleggia l'audacia estetica del periodo interbellico. Poiret, appassionato di vela, anche progettato un patio per sfilate di moda, ma il suo fallimento nel 1926 interruppe il lavoro, lasciando l'edificio incompiuto.

Acquisita nel 1930 dall'attrice Elvire Popesco, la villa fu finalmente completata nel 1932 con importanti modifiche dell'architetto Paul Boyer. Quest'ultimo aggiunge elementi di stile fodera Art Deco (hublot, bastings), in parte trasformando lo spirito originale di Mallet-Stevens. Popesco visse fino al 1985, quando la villa ottenne il suo soprannome come "bordo" o "Château de Mézy". Nel 1984, tuttavia, è caduto in rovina dopo la partenza del suo proprietario, prima di essere acquistato nel 1989 da Sidney Nata, che ha organizzato nel 1991 un incontro di architetti internazionali (tra cui Jean Nouvel e Renzo Piano) senza un seguito concreto.

Dal 2006, la villa ha cambiato le mani più volte, con successivi restauri volti a riconquistare lo spirito di Mallet-Stevens. Nel 2008, una riabilitazione guidata da Jean-Michel Wilmotte ha modernizzato facciate e interni, preservando al contempo volumi originali. Aperto episodicamente durante le Giornate del Patrimonio, appare anche nel cinema (Preest me your hand, Holy Motors). La sua storia riflette i cambiamenti artistici e sociali del XX secolo, tra avanguardia architettonica, declino industriale (insuccesso di Poiret) e rinascienze del patrimonio.

Il sito, situato su una collina che domina la Senna, illustra l'utopia modernista degli anni '20: una "casa logica e geometrica", come descritto da Mallet-Stevens, dove superfici lisce, angoli rettilinei e materiali industriali hanno preceduto i cannoni dell'architettura residenziale. Nonostante le alterazioni dei decenni successivi, la villa rimane una testimonianza unica del dialogo tra cubismo, purismo e Art Deco, così come le ambizioni sconosciute di Paul Poiret, pioniere di moda e patrono d'avanguardia.

Oggi, Villa Paul Poiret incarna le sfide della conservazione del patrimonio moderno. I suoi proprietari successivi, dai collezionisti agli sviluppatori immobiliari, si alternano tra restauro e speculazione, sottolineando le tensioni tra memoria storica e pressione terrestre in Île-de-France. La sua iscrizione in monumenti storici nel 1984 ha salvato l'edificio, ma il suo futuro rimane legato all'impegno dei suoi acquirenti, tra apertura al pubblico e uso privato.

Collegamenti esterni