Prima tracce di occupazione VIIIe siècle (≈ 850)
Possibile inizio di habitat in loco.
Xe–XIVe siècle
Periodo di occupazione principale
Periodo di occupazione principale Xe–XIVe siècle (≈ 1450)
Borgo medievale in funzione.
1902
Sito riscoperto
Sito riscoperto 1902 (≈ 1902)
Identificazione dei resti archeologici.
1977–1992
Campagne di ricerca
Campagne di ricerca 1977–1992 (≈ 1985)
Esplorazione e studio delle rovine.
1985
Apertura dello spazio museale
Apertura dello spazio museale 1985 (≈ 1985)
Inizio di ricostituzioni e esperimenti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Origine e storia
Il villaggio di An Mil è un sito archeologico e un archeosito situato a Lann Gouh, nel comune di Melrand (Morbihan, Bretagna). Si tratta di un insediamento medievale dell'XI secolo, basato sui resti di un villaggio deserto circondato da un pendio protettivo. Gli scavi hanno rivelato 17 edifici di granito, organizzati intorno a una piazza centrale con un forno collettivo di pane. Le case, miste (uomini e bovini), avevano camini centrali e suoli leggermente inclinati per ottimizzare il calore e l'igiene.
I resti, ben conservati, mostrano pareti basse (80 cm) in granito locale, con caminetti delimitati da blocchi di pietra. Sono stati trovati pochi oggetti, ma le lapidi, i mandrini e le ceramiche "unctuous" (tipico della Bretagna occidentale) attestano le attività agricole e artigianali: agricoltura di grano, allevamento di pecore e filatura di lana. Un rifugio in legno e un forno per il pane, la cui volta torchi è crollata, completano le scoperte.
Il sito, occupato tra il X e il XIV secolo (con tracce risalenti all'VIII secolo), fu riscoperto nel 1902 e perquisito dal 1977 al 1992. Un'adiacente fattoria archeologica sperimentale coltiva piante medievali (medicinali, ceramiche) e ricostruisce tecniche antiche, come la lavorazione del metallo o la trebbiatura del grano. Le ricostruzioni degli edifici si basano sui resti: tetti in paglia, pareti in granito e cornici in legno locale.
Le campagne di ricostruzione, iniziate nel 1985, includono programmi sperimentali (fornelli da forno, area da battere) per studiare le pratiche medievali. Il sito, mantenuto per evitare la proliferazione delle piante, offre un percorso su una storica strada sud-nord, coperta di arena di granito. L'obiettivo è quello di preservare i resti offrendo un'immersione nella vita rurale del Medioevo.
Il villaggio illustra una tipica organizzazione comunitaria: spazi condivisi (oven, piazza centrale), case familiari indipendenti ma interconnesse e gestione collettiva delle risorse. La "porta dei morti", sistematicamente bloccata dopo una morte, riflette le credenze relative alla separazione tra vivere e deceduto, ancora attestata localmente fino a poco tempo fa.