Costruzione della croce 1500 (≈ 1500)
Data incisa sul monumento.
28 avril 1944
Monumento storico
Monumento storico 28 avril 1944 (≈ 1944)
Protezione ufficiale con perimetro 500m.
1988
Trasferire la Croce
Trasferire la Croce 1988 (≈ 1988)
Trasferito alla frazione di Lormay.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Traversata stradale (causa D 675, 677): classificazione per decreto del 28 aprile 1944
Dati chiave
Information non disponible - Autore sconosciuto
L'iscrizione latina menziona un artigiano non identificato.
Origine e storia
La croix du clos du Pin è una croce stradale in pietra situata nel dipartimento Grand-Bornand, Haute-Savoie, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. A partire dal 1500, è stato classificato come monumento storico dal 28 aprile 1944. Originariamente, era all'ingresso della Bouchet Valley, nel cosiddetto sito "Pin", ma fu spostato nel 1988 alla frazione di Lormay a causa di opere stradali. Questa croce a forma di greco con una nicchia vuota alla croce di armi porta un'iscrizione latina che indica la sua data di realizzazione.
Questa croce è la più antica del comune, eretta ben prima delle altre croci locali, che datano per lo più dal XIX e XX secolo. Si distingue per la sua base e le sue braccia di sezione quadrata, tipiche delle croci stradali medievali. La nicchia, originariamente destinata a ospitare una statuetta che ora è scomparsa, e l'iscrizione incisa sotto di essa ("questa opera è stata fatta da onesto [non noto] (datato) 1500"), lo rendono una rara testimonianza di arte religiosa savoiarda del tardo Medioevo.
Classificata come monumento storico con un perimetro di protezione di 500 metri, questa croce appartiene al comune di Grand-Bornand. La sua mossa nel 1988, motivata dall'ampliamento della strada Bouchet, illustra le sfide di preservare i monumenti di fronte agli sviluppi moderni. Resta accessibile al pubblico, anche se la sua attuale posizione al di fuori del villaggio è meno frequentata della sua posizione originale.
Fonti disponibili, tra cui Wikipedia e la base di Merimée, evidenziano la sua importanza di patrimonio in un reparto trasversale, spesso legato a missioni religiose successive. Il suo stile sobrio e l'iscrizione latina sono oggetto di studio per gli storici dell'arte e della spiritualità alpina.