Fondazione presunta Xe siècle (≈ 1050)
Patronato di San Foy di Agen suggerito
1751-1762
Costruzione del campanile
Costruzione del campanile 1751-1762 (≈ 1757)
Costruito intatto fino ad oggi
1821
Ricostruzione parziale
Ricostruzione parziale 1821 (≈ 1821)
Allargamento di Camille Ruphy
1872
Torre campana elevazione
Torre campana elevazione 1872 (≈ 1872)
Aggiungi una freccia a bulbo (48 m)
1974-1975
Ricostruzione totale
Ricostruzione totale 1974-1975 (≈ 1975)
Progetto Lagache-Gignoux-Neyrinck, inaugurazione nel 1975
1986
Installazione di organo
Installazione di organo 1986 (≈ 1986)
Attrezzature liturgiche complete
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Camille Ruphy - Architetto
Autore dei piani del 1821
Jean Constant Demaison - Scultura in legno
Creatore di *L'ultima cena*
Origine e storia
La Chiesa di Sainte-Foy de La Clusaz è un edificio cattolico situato ad Haute-Savoie, nel comune alpino dello stesso nome. Anche se la sua esatta fondazione rimane incerta, il suo patronato di S.Foy di Agen – un martire il cui culto si diffuse nel X secolo – suggerisce una precoce origine medievale. Gli archivi parrocchiali rievocano la sua adozione come patrono durante la diffusione dei suoi miracoli, soprattutto nella diocesi di Annecy, che ancorarebbe la sua storia nel contesto religioso savoiardo del millesimo anno.
La chiesa ha subito diversi cambiamenti importanti. Nel 1821 fu parzialmente ricostruito e ampliato secondo i piani dell'architetto Camille Ruphy, mantenendo il suo campanile eretto tra il 1751 e il 1762. Quest'ultimo, intatto, fu sollevato nel 1872 da una freccia a bulbo che culminava a 48 metri. Un secolo più tardi, nel 1974, l'edificio è stato completamente ricostruito dal gabinetto Lagache-Gignoux-Neyrinck, che segna una moderna rottura architettonica. L'inaugurazione ebbe luogo il 13 luglio 1975, sigillando la sua forma attuale.
L'interno ospita opere notevoli, come La Cène-autel dello scultore Savoyard Jean Constant Demaison. Nel 1986 è stato istituito un organo che integra il suo patrimonio artistico. Questi elementi illustrano la fusione tra patrimonio storico e creazioni contemporanee, caratteristica di molti edifici religiosi alpini adattati alle moderne esigenze liturgiche.
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