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Castello di Rocan à Chéhéry dans les Ardennes

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Ardennes

Castello di Rocan

    4 Château Rocan
    08350 Chémery-Chéhéry
Château de Rocan
Château de Rocan
Château de Rocan
Crédit photo : HenriDavel - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1641
Occupazione imperiale
XVIe siècle
Costruzione del castello
1739
Morte di Carlo d'Escannevelle
1789
Ritiro di François IV de Régnier
1er juin 1792
Attacco al castello
1838
Primo restauro
1973
Inizio dell'attuale restauro
23 février 1981
Classificazione MH
1981
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti del castello e del padiglione d'ingresso (Box C 104): iscrizione per ordine del 23 febbraio 1981

Dati chiave

Raoul de Coucy - Costruttore del castello Morto nel 1561
François IV de Régnier - Ultimo signore residente Nel 1792
Charles d'Escannevelle - Signore di Rocan Trasmesso il castello nel 1739
Henri de Régnier - Poeta Descrive il sito nel 1933

Origine e storia

Il castello di Rocan, eretto nel XVI secolo da Raoul de Coucy, sorge su un altopiano roccioso affacciato sulla valle del Bar, vicino a Chehéry nelle Ardennes. La sua architettura, caratterizzata da un corpo di alloggiamento quadrato affiancato da due torri cilindriche, mantiene un aspetto feudale pronunciato, rinforzato da murature rustiche e cannoni. I restauri di successo, soprattutto dal 1973, hanno parzialmente restaurato l'aspetto originario, dopo sfortunate modifiche nel XIX secolo, come l'aggiunta imprecisiva delle finestre.

Il castello fu teatro di eventi significativi, come la sua occupazione nel 1641 dalle truppe protestanti imperiali dopo la battaglia di Marfée. Trasferito alla famiglia di Escannevelle, si trasferì poi ai Regniers, di cui François IV, modesto nobile, si ritirò nel 1789 dopo 43 anni di servizio militare. La Rivoluzione francese costrinse la famiglia a fuggire nel 1792 dopo un attacco da parte dei senza-colotte, portando alla vendita del castello come un bene nazionale. La sua storia riflette le tensioni locali tra le decime contestate e la paura dei lupi, rivelate nei libri di lutto della parrocchia.

Classificato un monumento storico nel 1981, il castello di Rocan incarna sia un patrimonio architettonico conservato che una testimonianza degli sconvolgimenti sociali degli Ardenne, dalle guerre di religione alla rivoluzione. Il suo isolamento su una valle boscosa, descritta dal poeta Henri de Régnier nel 1933, lo rende un luogo emblematico, dove la memoria feudale e i paesaggi Ardennes mescolano. I terminali in pietra che confinano con la vecchia strada di accesso richiamano la sua storica ancorazione in questo territorio in conflitto, come quelli della Pianura di Marfea.

L'edificio, con i suoi tre livelli serviti da una scala a torre, illustra l'adattamento dei castelli Ardennes alla difesa e alle esigenze residenziali. Le restanti console evocano un breech mancante, mentre le cannoniere tradiscono gli arrangiamenti legati ai conflitti del XVII secolo. Il restauro che è stato in corso dal 1973 mira a cancellare le alterazioni del XIX secolo, come le finestre aggiunte nel 1838, per restaurare il castello il suo carattere originale, tra austerità medievale e eleganza rinascimentale.

La famiglia Regnier, forzata in esilio dopo il 1792, simboleggia il declino dell'aristocrazia locale di fronte ai sconvolgimenti rivoluzionari. Francesco IV, ridotto a zoccoli di taglio in Austria, incarna la brutale caduta dei nobili provinciali. Il castello, venduto come un bene nazionale, poi cambiato mani diverse volte prima di essere gradualmente restaurato. Oggi vi è una silenziosa testimonianza di queste divisioni sociali, tra la memoria signeuriale e il patrimonio repubblicano.

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