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Castello del Sart à Villeneuve-d'Ascq dans le Nord

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Nord

Castello del Sart

    15 Rue Jean-Jaurès
    59650 Villeneuve-d'Ascq
Château du Sart
Château du Sart
Château du Sart
Château du Sart
Château du Sart
Château du Sart

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1700
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Prima villa attestata
1740
Costruzione del castello
1761
Costruzione della casa di piccione
1908
Acquisto di Gaston Le Blanc
1910
Creazione del Golf du Sart
1914-1918
Istruzione della biblioteca
1988
Registrazione del porcellino
2007
Restauro dell'albero del piccione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH registrato

Dati chiave

Famille de Fourmestraux - Proprietari del castello Costruzionisti nel 1740, rari occupanti
Famille Van der Cruisse de Waziers - Proprietari della biblioteca Collezione distrutta nel 1914-1918
Gaston Le Blanc - Compratore della terra nel 1908 Fondatore del Golf du Sart

Origine e storia

Il Château du Sart è un edificio situato nel quartiere di Sart-Babylone a Villeneuve-d'Ascq, Hauts-de-France. Già nel XIII secolo, su questo sito fu menzionata una casa padronale, come testimonia un atto di vendita conservato negli archivi dell'Abbazia di Loos. Questa prima dimora preceduta da secoli la costruzione dell'attuale castello, eretta nel 1740 dalla famiglia di Fourmestrales, che lo possedeva ma raramente visse.

Il castello è associato a un parco di golf a 18 buche all'inizio del XX secolo. Nel 1908 Gaston Le Blanc acquisì terreni tra cui Wasquehal Fort, e nel 1910 fu ufficialmente fondata la Sart Golf Association. Il castello poi funge da Club House, segnando il suo passaggio da residenza aristocratica ad un luogo dedicato alla ricreazione sportiva.

Durante la prima guerra mondiale, il castello ospitava la preziosa biblioteca della famiglia Van der Cruisse a Waziers, distrutta dai tedeschi. Questo patrimonio culturale perduto evidenzia l'impatto dei conflitti sulla proprietà storica. Una colombacota del 1761, ispirata ai piani dell'Enciclopedia di Diderot e dell'Enciclopedia di Alembert, rimane una testimonianza dell'architettura utilitaria dell'epoca. Elencato nell'inventario supplementare dei monumenti storici dal 1988, è stato restaurato nel 2007 e ha 1109 bulloni.

Il sito illustra così diversi strati storici: un palazzo medievale, una residenza seigneuriale del XVIII secolo, e una moderna riconversione in uno spazio ricreativo, preservando al contempo elementi di patrimonio come il colombecoto, simbolo delle pratiche agricole dell'Ancien Régime.

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