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Castello di La Beloterie dans le Tarn

Tarn

Castello di La Beloterie

    46 Avenue Charles Tailhades
    81490 Noailhac
Auteur inconnuUnknown author

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1000
1600
1700
1800
1900
2000
IXe siècle
Occupazione carolingia
XVIe siècle
Costruzione iniziale
1695
Trasmissione a Barbara
Début XVIIe siècle
Il soggiorno di Henri II a Bourbon-Condé
XIXe siècle
Ristrutturazione importante
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Henri II de Bourbon-Condé - Leader cattolico Ha soggiornato durante l'assedio di Brassac
François Darasat - Signore nel 1686 Proprietario in conflitto con gli agricoltori
Joseph Barbara - Nuovo proprietario nel 1695 Fondata la linea Barbara di Labelotterie
Famille Darrazat (ou d’Arrazat) - Costruttori iniziali Costruito il castello nel XVI secolo

Origine e storia

Il castello di La Beloterie, noto anche come Labeloterie o Lablotterie, è un monumento situato a Noailhac, nel Tarn (Occitanie). Il suo sito mostra un'antica occupazione, attestata dal IX secolo: nel 1881 fu scoperta una tomba carolingia, contenente un denier di re Eudes (888-889) colpito a Tolosa. Questa vestigia suggerisce una presenza umana precoce, probabilmente legata ad una funzione difensiva o signeuriale.

Costruito nel XVI secolo dalla famiglia Darrazat (o da Arrazat), l'edificio servì prima come relè di caccia prima di diventare la loro residenza principale. All'inizio del XVII secolo, durante le guerre di religione, Enrico II di Borbone-Condé vi rimase brevemente durante l'assedio di Brassac, tenuto dai protestanti. Questo contesto illustra il suo ruolo strategico nei conflitti religiosi del tempo.

Nel 1686, François Darasat, signore del luogo, fu menzionato negli archivi giudiziari. Nel 1695, il castello passò per alleanza a Joseph Barbara, che sposò Marie Darrazat e fondò la linea Barbara di Labelotterie. La famiglia conserva l'edificio fino al XX secolo, rimodellandolo nel XIX secolo per darle il suo aspetto attuale: due corpi di fronti triangolari, incorniciando un edificio centrale con peristyle dorico.

L'architettura, sobria e ispirata ai modelli di Jean-Pierre Laffon, comprende annessi decorati con granito. Il dominio riflette così l'evoluzione dei sapori aristocratici, tra funzionalità signeuriali e estetica classica. La scoperta della tomba carolingia e le trasformazioni del XIX e XX secolo lo rendono un testimone multi-sacolare della storia locale.

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