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Ponte della Motte a Cramenil à Craménil dans l'Orne

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Pont
Orne

Ponte della Motte a Cramenil

    Pont de la Motte
    61220 Craménil
Pont de la Motte à Craménil
Pont de la Motte à Craménil
Pont de la Motte à Craménil
Pont de la Motte à Craménil
Pont de la Motte à Craménil
Pont de la Motte à Craménil
Crédit photo : Arnradigue - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
XVIe - XVIIe siècles
Costruzione di ponti
31 août 1993
Monumento storico
Fin XIXe - début XXe siècle
Fine dei mulini
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Pont de la Motte (non cadastre, a destra del Parcel C 346, lieudit La Gazette), ponte di Chênesecq (non cadastre, a destra del Parcel E 262, posto l'Isle), ponte Neuf (non cadastre, a destra del Parcel A 309, posto Les Vaux) e ponte di Raulette (Box Dscription 96, disposto da Augustlin de Moulin

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato Il testo sorgente non menziona alcun attore storico correlato.

Origine e storia

Il Ponte Motte fa parte di un insieme di quattro ponti costruiti nel XVI e XVII secolo a Cramenil, dipartimento Orne. Queste opere di granito, tipiche dell'architettura rurale normanna, erano originariamente associate a mulini vicini, a cui facilitavano l'accesso. La loro struttura combina abutmenti intrecciati, pili di pietra più o meno lavorati, e un grembiule composto da lastre di granito, sormontato originariamente da una guardrail di legno sostituita in seguito da ferro. Questi ponti hanno lavorato come punti di pedaggio, una pratica comune al momento di finanziare il mantenimento delle infrastrutture locali.

I ponti di Cramenil, tra cui quello di La Motte, persero il loro uso originario verso la fine del XIX o l'inizio del XX secolo, coincidendo con la cessazione dell'attività dei mulini che servivano. Il loro design riflette le tecniche di costruzione del tempo, combinando semplicità e robustezza: le batterie variano da un semplice blocco di pietre approssimativamente fisse a un'apparecchiatura più attenta, a seconda delle risorse disponibili. Queste vestigia sono oggi le ultime testimonianze materiali di questo sistema economico e sociale legato allo sfruttamento idraulico in Normandia.

Classificato tra i Monumenti Storici con decreto del 31 agosto 1993, i quattro ponti (del Motte, Chênesecq, Neuf e Raulette) illustrano la storia locale e il patrimonio industriale rurale. La loro conservazione permette di comprendere il ruolo delle infrastrutture fluviali nell'organizzazione territoriale ed economica della campagna normanna, dove fiumi come la Rover erano entrambi una forza trainante per mulini e una via di comunicazione. La loro iscrizione generale sottolinea il loro valore collettivo come un insieme coerente, rappresentativo di un tempo in cui i ponti erano luoghi di controllo e di scambio.

Collegamenti esterni