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Castello di Boisseson dans le Tarn

Tarn

Castello di Boisseson

    674 Route de Canac
    81320 Murat-sur-Vèbre

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
966
Primo ingresso scritto
1112
Accordo di Trencavel-Barcelona
1229
Trattato di Parigi
1356
Erezione della contea
1570
Fondazione Chiesa riformata
1586
Morte di Pierre de Peyrusse
XIXe siècle
Distruzione parziale
2005
Lavori di sicurezza
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Matfred de Narbonne - Visconte, prima citazione Mentionne Murat e Boisseson nel 966.
Bernard Aton IV Trencavel - Visconte d'Albi Signore di Boisseson nel 1112.
Jean de Manicort - Primo Signore attestato Porta Boisseson in giudizio nel 1268.
Guilhaume de l’Estendart - Signore nel XIV secolo Condividere i diritti con la Caylus.
Azémar de Peyrusse - Signore protestante Moglie Jeanne de l'Estendart nel 1404.
Pierre de Peyrusse - Leader protestante ucciso Ucciso nel 1586 durante le guerre.
Aldonce de Génibrouse - Ultimo Peyrus, protestante Moglie Guillaume de Genibrouse nel 1575.
Jacques de Génibrouse - Signore in debito Vendi la signoria a Thesan-Poujol.
Gabriel-Maurice de Génibrouse - Signore Morì nel 1797, merci vendute.

Origine e storia

Il castello di Boisseson, citato già nel 966 nella volontà del Visconte Matfred di Narbona, era una città castrale fortificata nel Visconte di Albi, tenuta dal Trencavel. Dopo la crociata di Albige (1229), il seigneury passò ai Montfort, poi alle famiglie di Manicort, degli Estendart, e infine al Peyrus (XV-XVIth secoli), signori protestanti impegnati nelle guerre di Religione. Il castello, descritto come un insieme di cinque torri collegate da pareti spesse, servito come roccaforte e un luogo di culto riformato.

Il Peyrus, potente vassallo del conte di Castres, trasformò il castello in un bastione protestante. Nel 1570 Antoine de Peyrusse fondò una chiesa riformata, e la famiglia partecipò attivamente ai conflitti religiosi. Pierre de Peyrusse, ucciso nel 1586, è sepolto nel cimitero adiacente al castello, dove in seguito gli scavi rivelano scheletri e monete medievali. Il seigneury passò poi al Genibrous (17 ° secolo), che, dopo le rivolte di Huguenot, si convertì al cattolicesimo e gradualmente abbandonato il castello.

Nel XVIII secolo, il Genibrouse-Boisseson risiedeva altrove, e il castello, già in declino, era parzialmente smantellato per costruire una strada dipartimentale e alimentare un forno di calce. Gli archivi seigneuriali, conservati da un avvocato locale, sono ora conservati negli archivi dipartimentali. Nel 2005, il comune di Murat-sur-Vèbre intraprese opere per salvaguardare le rovine, tra cui una torre rimasta, e mise in evidenza il sito con una presentazione storica.

L'architettura del castello, descritta in documenti dal XV al XVIII secolo, evoca un insieme difensivo in mezzaluna, con torri su roccia e un cortile inferiore. Il Peyrus si era rafforzato, ma non ha resistito alle armi moderne (canoni, petardi) delle guerre di religione. I resti attuali, tra cui un gargoyle in arenaria rosa, testimoniano la sua importanza passata come centro politico, religioso ed economico dei Monti Lacaune.

Il sito, ora protetto, offre un panorama della storia seigneuriale e religiosa della regione. Le pietre del castello, riutilizzate nelle case del borgo nel XIX secolo, richiamano il suo ruolo centrale nella vita locale, tra potere feudale, conflitti religiosi e trasformazioni agricole. Gli scavi e gli archivi permettono una parziale ricostruzione di questo monumento emblematico del Tarn.

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